martedì, 4 Ottobre, 2022
Società

I diritti di 370 mln di indigeni sono solo sulla carta

Per celebrare la ricchezza e le potenzialità della diversità antropologica nel mondo, nel 1994 le Nazioni Unite hanno deciso di istituire, il 9 agosto di ogni anno, la Giornata mondiale dei popoli indigeni. Sono più di cinquemila le popolazioni distribuite in circa novanta paesi del Pianeta, 370 milioni di persone, che costituiscono poco meno del 5% della popolazione mondiale. Delle 6.700 lingue parlate al mondo, la stragrande maggioranza è indigena, ma ogni due settimane una lingua si estingue a causa della crescita del numero di persone che parlano quelle dominanti, come l’inglese, il cinese e lo spagnolo. Entro la fine di questo secolo potrebbero sparire tra il 50 e il 90% delle lingue al mondo, con una perdita di un patrimonio culturale inestimabile.

La moderna colonizzazione

Molte sono le minacce che subiscono queste minoranze etniche: genocidi, colonizzazioni, “esportazioni di civiltà”, perdita delle terre e delle risorse naturali inghiottite dallo “sviluppo” urbano, conflitti, persecuzioni ed effetti dei cambiamenti climatici. Molte popolazioni indigene sono costrette a migrare verso le città, in cerca di migliori prospettive di vita, istruzione e occupazione, a scapito, però, di saperi e segreti antichi, come la conoscenza delle piante medicinali e la capacità di udire e decifrare il linguaggio della natura.

La “Dichiarazione sui diritti dei popoli indigeni” resta solo sulla carta

Per questo il 13 settembre 2007 l’Assemblea generale dell’Onu ha adottato la “Dichiarazione sui diritti dei popoli indigeni”, che sancisce la loro prerogativa a mantenere e rafforzare le proprie istituzioni, culture e tradizioni e di perseguire la forma di sviluppo più adatta ai propri bisogni e aspirazioni. Ma, nonostante le dichiarazioni di facciata, questi stessi diritti vengono calpestati con sistematica regolarità, come in Brasile, in occasione della realizzazione del complesso idroelettrico di Belo Monte, approvato senza consultare le comunità locali.

Difensori delle biodiversità

Degli oltre 330 difensori dei diritti umani uccisi in tutto il mondo nel 2020, tra cui molte donne, almeno un terzo erano rappresentanti di queste popolazioni a rischio estinzione ma che globalmente contribuiscono alla protezione di circa l’80% della biodiversità. “In occasione della mia recente visita in Suriname – ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres – ho imparato di persona come i popoli indigeni stiano proteggendo la loro foresta pluviale e la sua ricca biodiversità. In occasione di questa Giornata Mondiale, mi appello agli Stati Membri affinché diano attuazione alla Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni e promuovano la conoscenza tradizionale indigena a vantaggio di tutti”.

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