venerdì, 1 Luglio, 2022
Cuisine Moderne

Tra Norvegia e Italia, il piatto che unisce

Due paesi tanto lontani, eppure così vicini mi viene da dire.

Il nord e il sud dell’Europa, il freddo e il ghiaccio contro il sole e il mare.

Ma gastronomicamente parlando vi siete mai chiesti quanto questi due paesi siano in realtà vicini e simili?

No?

Bè, devo ammettere che non avevo valutato in maniera seria nemmeno io le affinità di certe preparazioni e l’utilizzo di determinate materie prime che uniscono, nel profondo, le due culture che sembrerebbero porsi, per certi versi, agli antipodi.

Grazie al Norwegian Seafood Council in collaborazione con la Reale Ambasciata di Norvegia ho avuto modo di partecipare ad un evento organizzato proprio per raccontare in un viaggio gustoso l’unione tra Italia e Norvegia. Quindi un’ottima occasione per conoscere la storia e la qualità dei prodotti ittici norvegesi, in particolare, salmone, baccalà e stoccafisso.

La Norvegia forte della sua secolare esperienza nel settore ittico, oggi rappresenta un esempio per questo tipo di industria, anche perché utilizza tecnologie avanzate di pesca per rispettare le acque e la crescita sostenibile degli animali che lo popolano. In particolare il marchio “Seafood from Norway” è il perfetto simbolo di tutto questo.

Non solo salmone, ma soprattutto baccalà e stoccafisso rappresentano per l’Italia ingredienti basici per importantissime ricette della nostra cultura e tradizione. Dal nord al sud del nostro paese questi pesci essiccati e prodotti prevalentemente nelle isole Lofoten, sono diventati l’emblema di piatti storici, come il Baccalà alla vicentina per citare un piatto del nord d’Italia e dello stocco alla mammolese, per citare un altro piatto invece del sud.

Il tutto nasce dallo “skrei” che è il merluzzo artico stagionale di cui la Norvegia è, in effetti, l’unica produttrice mondiale. Baccalà e stoccafisso vengono essiccati usando risorse naturali, ed è un processo, questo, piuttosto unico nel suo genere perché oltre che essere lento è veramente rispettoso delle più antiche tradizioni del paese.

Durante l’incontro che si è svolto a Roma, è emersa la possibilità di confrontare più piatti di due chef uno ligure e uno norvegese, che hanno declinato in vario modo i prodotti ittici a loro disposizione. Ed è stata proprio sui piatti della tradizione che si è visto lo stretto legame e la similitudine.

Il primo chef stellato è Ivano Ricchebono, Ambasciatore dello Stoccafisso di Norvegia e il secondo chef dell’Ambasciata Norvegese, Vegard Følstad, il piatto tradizionale italiano è stato il “baccalà accomodato” che univa il pesce alle patate, cipolla, olive taggiasche e un po’ di pomodoro.

Al pari della proposta norvegese in cui i pesci a comparire erano due, sia il baccalà che lo stoccafisso, ma entrambi prevedevano l’uso di patate, cipolla e pomodoro.

Mettendoli vicini davvero le similitudini erano tante anche come tecniche di preparazione: la lunga cottura e il lungo ammollo.

Inoltre segnalo che a Roma fino al 2 settembre sarà possibile partecipare alla manifestazione Artic Tales, una rassegna di eventi alla scoperta dell’Artico. All’interno del calendario, da segnalare le due mostre fotografiche SKREI : Il viaggio Mi Tular – Io sono il confine di Valentina Tamborra al Museo di Roma in Trastevere, un racconto attraverso le immagini alla scoperta dei confini e dei territori del Nord della Norvegia.

Poi perché no?

Recarsi “dar filettaro” per godersi anche la più nota preparazione romana omaggio alla Norvegia: il filetto di baccalà fritto!

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