martedì, 23 Luglio, 2024
Lavoro

Forze Armate. La Uil: la Camera “tradisce” le aspettative di libertà sindacali dei lavoratori in divisa. Costituzione violata

La Uil parla di “tradimento” delle “legittime aspettative” dei lavoratori in divisa. La critica del sindacato è contro la decisione della Camera dei deputati di non aver dato spazio alle richieste di “libertà sindacali” in favore delle donne e degli uomini in divisa.

Richieste disattese

“Purtroppo i timori che avevamo paventato a più riprese nelle scorse settimane si sono rivelati fondati”, scrive la Uil in una nota, “la Camera ha definitivamente approvato il disegno di legge sulle rappresentanze sindacali nelle Forze Armate, che tradisce le legittime aspettative dei lavoratori in divisa e ignora i pesanti rilievi che erano stati mossi anche da un importante organismo internazionale come il Ceds (Comitato Europeo dei Diritti Sociali)”.

La politica assente

Secondo la Uil i parlamentari hanno deciso di bloccare una riforma che invece sarebbe molto sentita dai lavoratori.
“La politica, che a parole esalta il ruolo e la funzione delle Forze Armate”, sottolinea con disappunto il sindacato, “si è dimostrata incapace di compiere quello scatto di coraggio necessario per introdurre autentici elementi di democrazia, di trasparenza e di partecipazione all’interno del mondo militare”. Le richieste della Uil inoltre non sono state ascoltate. “Malgrado avessimo chiesto più volte al Parlamento di modificare il disegno di legge Corda sulle libertà sindacali delle donne e degli uomini in divisa, si è scelto di mantenere le rappresentanze sindacali in una condizione di sostanziale sudditanza rispetto alla struttura gerarchico-amministrativa”.

Diritti costituzionali

La Uil non si da comunque per vita, e annuncia di voler continuare la sua battaglia.
“Ma i lavoratori delle Forze Armate”, conclude il comunicato del sindacato, “vogliono essere adeguatamente rappresentati e tutelati e perciò continueremo a rivendicare, anche per loro, l’applicazione dei diritti costituzionali in materia di libertà sindacale, affinché ci sia la possibilità piena di rivendicare i diritti dei lavoratori in divisa”.

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