martedì, 12 Novembre 2019
Economia Editoriale

Novembre mese delle tasse. Allo Stato 55 miliardi in 30 giorni

Oltre ad essere il mese per commemorare i defunti, onorare i santi, e festeggiare le Forze armate, l’austero mese di novembre è diventato sempre più il triste mese del fisco. Ne sanno qualcosa commercialisti
e professionisti della fiscalità che nei prossimi giorni dovranno tener conto di importanti e onerose scadenze fiscali per i clienti a cadenza pressoché quotidiane. Da lunedì 4, infatti, è iniziato un tour de force con pagamenti a getto continuo per tener testa agli adempimenti che cittadini e le imprese sono chiamate a svolgere. Un puntuale resocontò e una stima di quanto verrà versato è stato fatto dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, sulla base dell’andamento del gettito degli ultimi anni, e che nel 2018 ha superato complessivamente i 500 miliardi di euro.

Tra le ritenute dei dipendenti, degli autonomi e dei collaboratori, gli acconti Iva, Ires, Irpef, Irap e le addizionali Irpef, a novembre gli italiani saranno chiamati a dare all’erario 55 miliardi di euro.

Una cifra di tutto rilievo ma che stando ai conti non basterà a coprire tutte le spese a cui lo Stato deve far fronte. Da anni si discute di colpire sprechi e abbattere le tasse tuttavia, come ogni anno finirà con l’aumento di qualche balzello o più di uno. Secondo la stima del Centro studi di Mestre il pagamento
più oneroso di novembre per imprese e lavoratori autonomi sarà l’Iva, con un incasso per l’erario di 15 miliardi. Segue l’acconto Ires in capo alle società di capitali, che anticiperanno al fisco 13,3 miliardi. Al terzo posto del “podio” delle tasse ci sono le ritenute su lavoro dipendente, che valgono 11,9 miliardi di euro totali.

Eppoi arrivano altre batoste con i pagamenti Irpef (Imposta reddito delle persone fisiche) e Irap (Imposta regionale attività produttive) varrà un totale di 12,3 miliardi di euro. A beneficiarne saranno le Regioni, l’addizionale Irpef garantirà ai presidenti delle 20 regioni italiane un incasso fiscale di 1 miliardo di euro.

Una quota spetterà anche ai Comuni che incasseranno circa 415 milioni di euro. Il 18 novembre ci sarà un’altra bordata di tasse con i contributi previdenziali, che le aziende dovranno versare a metà mese, ma questo pagamento sono fuori i 55 miliardi che gli italiani dovranno comunque pagare entro novembre.

C’è un aspetto che tuttavia va ricordato: gran parte degli incassi per l’Erario saranno una semplice “partita di giro”. Come sottolinea Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, “una parte importante delle imposte che dovranno essere pagate questo mese dalle imprese sono in realtà una ‘partita di giro’, come l’Iva o le ritenute dei propri dipendenti. Tuttavia”, fa presente Zabeo, “non saranno comunque pochi gli imprenditori, soprattutto quelli di piccola dimensione, che per onorare queste scadenze si troveranno in difficoltà”.

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