domenica, 7 Agosto, 2022
Salute

Vaccino, Altems: “Serve integrazione per i profughi ucraini in arrivo”

Analizzando le vaccinazioni con prima dose, la Regione associata al tasso di copertura più elevato per la fascia d’età 50-79 anni sia il Lazio (93,2%) mentre la Regione con la percentuale minore di vaccinati nella stessa fascia risulta essere il Piemonte (87,2%). Per quanto concerne la fascia d’età 5-19 anni, la Regione associata al tasso di copertura più elevato è il Molise (71,3%), mentre la regione/P.A. con la percentuale minore di vaccinati nella stessa fascia risulta essere la P.A. di Bolzano (50,9%). Sul territorio nazionale, la copertura vaccinale delle 1°dosi nella fascia d’età 50-79 anni è dell’89,4%, mentre nella fascia d’età 5-19 anni è del 61,4%.

È quanto emerso dalla 87ma puntata dell’Instant Report Covid-19 – https://altems.unicatt.it/altems-covid-19 – una iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale.

“Bene la campagna vaccinale in Italia che sta segnando importanti valori nelle percentuali di vaccinazione tra la popolazione sia nelle varie fasce d’età che nelle varie Regioni”, afferma il professor Americo Cicchetti, direttore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica (ALTEMS).

“Sul territorio nazionale, la copertura vaccinale delle prime dosi nella fascia d’età 50-79 anni è dell’89,4%, mentre nella fascia d’età 5-19 anni è del 61,4%. È ormai chiaro – continua – che il 31 marzo ci sarà la fine dello stato di emergenza e a tal riguardo qualche giorno fa il Commissario straordinario Figliuolo ha inviato agli organi di Governo centrali e regionali una missiva con le predisposizioni per la risposta ad eventuali “recrudescenze” pandemiche in previsione della chiusura dello stato d’emergenza”.

“È necessario – conclude Cicchetti – che tali indicazioni siano integrate alla luce dello stato emergenziale relativo alla guerra in Ucraina e all’imminente arrivo dei profughi ucraini in Italia per garantire al meglio l’accoglienza e le cure sanitarie secondo quei valori umani che hanno sempre contraddistinto il nostro Paese”.

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