lunedì, 15 Agosto, 2022
Economia

Bonus edilizia. Dure proteste contro il blocco delle cessioni multiple dei crediti

Ancora frodi sul 110%. La finanza a caccia di una frode da 440 milioni

Tempesta perfetta sulla cessione dei crediti fiscali legati ai bonus edilizia. Incentivi dello Stato che valgono 12 miliardi l’anno, ora al centro di un confronto delicatissimo.
Da un lato le Associazioni di categoria, e con loro l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e l’Ance che in coro contestano la recente decisione del Governo che nel decreto Sostegni ter prevede il divieto di cessione multipla dei crediti fiscali legati ai bonus edilizi. Legge pubblicata senza le modifiche suggerite, suscitando un profondo disappunto di imprese, banche e grandi aziende pubbliche e private attive nel settore dell’edilizia. Dall’altra le notizie sempre più allarmanti di gravi frodi finanziarie commesse proprio grazie ai meccanismi dei crediti fiscali. Così il Superbonus 110% con tutte le sue declinazioni operative dal rifacimento facciate, alla sistemazione degli impianti sismici e ai lavori anti sisma, si trovano nell’occhio del ciclone.

Indagini sulle frodi

Ieri la notizia allarmante per il livello economico e l’estensione della rete di connivenze, con 78 le persone indagate e 35 misure cautelari emesse dal gip, per un importo ricavato dalle truffe che tocca i 440 milioni. Fondi illeciti percepiti attraverso la creazione e la commercializzazione di falsi crediti d’imposta. Le somme sono riferite solo a quelle accertate nell’ultima operazione della Guardia di finanza di Rimini. Si teme infatti che il sistema delle truffe sia più esteso di quello finora scoperto tanto che sono ancora in corso perquisizioni. Inoltre quello che preoccupa è l’organizzazione truffaldina che ruota attorno alle misure di sostegno messa a punto da oltre 100 società coinvolte, create ad hoc per ottenere bonus locazioni, bonus per ristrutturazioni con miglioramenti sismici ed energetici e i cosiddetti bonus facciate che nell’ultimo anno hanno portato all’apertura di una moltitudine di cantieri edili in tutta Italia. I soldi stanziati dallo Stato per aiutare le imprese e i commercianti in difficoltà a causa della pandemia soni finiti nelle mani di professionisti, imprenditori e commercialisti che non ne avevano diritto. Da questa situazione emerge come le restrizioni su incentivi e percorsi fiscali, decise ora dal Governo dovrebbero funzionare per intercettare e bloccare le frodi.

Il disappunto delle Associazioni

Le restrizioni secondo le Associazioni di categoria impegnante nei lavori edili e nella cessione dei crediti fiscali colpiscono tutti indistintamente, anche le imprese virtuose che hanno le carte in regola. Il punto centrale contestato è la parte della Legge che prevede il divieto di cessione multipla dei crediti fiscali legati ai bonus edilizi. In molti si aspettavano correttivi, ma non un blocco che viene giudicato con “effetti devastanti”, sull’intero comparto.

Le novità inattese

Il decreto influirà non solo sui bonus casa 2022, ma su tutti i bonus fiscali e più in generale su qualsiasi agevolazione sia fruibile con sconto in fattura e cessione del credito.
Dal 7 febbraio in poi i bonus edilizi ammetteranno la cessione del credito solo una volta. Tale provvedimento avrà un riflesso sui contribuenti, perché le banche aumenteranno ulteriormente le verifiche e le richieste documentali.
Quello che influenza maggiormente i cittadini che ambiscono a sfruttare il bonus casa, come Bonus facciate e Superbonus 110% per ristrutturare l’immobile, è il fatto che cessione e sconto in fattura sono collegati.
Si usufruisce dei bonus casa con sconto in fattura, perché l’impresa edile che si occupa dei lavori anticipa i costi e cede il credito che lo ha lo Stato nei suoi confronti ad una banca. Di qui parte un complesso meccanismo di cessioni secondarie dei crediti, che se rallentato renderà più difficile l’applicazione dello sconto in fattura. Sarà cioè più complicato per i contribuenti che sono i diretti beneficiari del bonus casa ottenere lo sconto in fattura.

Le reazioni critiche

Una risposta al provvedimento è arrivata anche dall’Associazione bancaria con il direttore generale Giovanni Sabatini che in merito al “Decreto Sostegni ter”, esprime, “rammarico per il mancato accoglimento delle istanze provenienti dai mondi delle imprese e delle banche affinché la misura dell’anticipazione del superbonus possa continuare ad esplicitare i suoi effetti positivi sull’economia, nel pieno rispetto della legalità”. Il direttore generale dell’ABI al pari di tutte le imprese coinvolte nei lavori, da Confartigianato, Cna, Ance e altre associazioni, ha ribadito le difficoltà dei forti vincoli introdotti dal “Decreto Sostegni ter”, “anche con effetti sostanzialmente retroattivi, creano incertezza anche sui contratti già stipulati. Il contrasto alla illegalità”, osserva Sabatini, “ha un presidio fondamentale nelle banche che devono operare sempre nel rispetto di stringenti normative, ne sono la prova le decine di migliaia di segnalazioni annue di operazioni sospette”.

Lavori, troppe incertezze

C’è un aspetto che secondo le imprese e banche impegnate in contratti e nei lavori di restauro, rischia di mandare in crisi l’intero sistema dei Superbonus, ed è quello che la norma che pone io divieto di cessione multipla dei crediti fiscali legati ai bonus edilizi, avrà effetto retroattivo.
Così avvertono le imprese si rischia di mettere in discussione le operazioni già fatte aprendo contenziosi. In più una legge che ha effetti retroattivi, oltre a dubbi Costituzionali, andrebbe a modificare rapporti e impegni contrattuali già assunti.

Le critiche dell’Ance

“Spiace vedere che all’interno di un decreto che si chiama ‘Sostegni’ è stato inserito un provvedimento che di sostegno non ha proprio nulla sia per le imprese che per i cittadini”, osserva Gabriele Buia, presidente dell’Ance. Io disappunto arriva per il fatto che il Governo, secondo l’Ance non ha ascoltato tutte le proposte e le “soluzioni alternative che noi per primi abbiamo suggerito”, ricorda ancora Gabriele Buia, “mettendo così di fatto un’ipoteca sui cantieri del Superbonus”. L’Ance inoltre definisce la nuova norma incomprensibile. “Facciamo appello al Parlamento perché corregga al più presto questa stortura”, confida il presidente dell’Associazione dei costruttori.

Il Parlamento diviso

A farsi interprete delle difficoltà è Marina Nardi, presidente della commissione Attività produttive della Camera. “Siamo stupiti e delusi dal governo che ha pubblicato il decreto Sostegni ter con la norma che stoppa la cessione del credito”, commenta la Nardi, “Purtroppo stavolta l’esecutivo Draghi si dimostra sordo alle richieste che non sono solo della commissione che presiedo ma di tante famiglie e di tante imprese italiane”.

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