lunedì, 12 Aprile, 2021
Politica

Conte commemora Sullo e la Dc “Serve oggi un nuovo umanesimo”

“Mi descrivete democristiano, grillino, di sinistra. Io ho le mie idee, ho sempre dei punti di forza che porto avanti nel segno di un nuovo umanesimo, poi se lei vuol descrivermi come un democristiano faccia pure”. Sorride e accetta la sfida mediatica che lo colloca da un partito all’altro, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è rilassato, gentilissimo con tutti: a chi gli chiede un selfie, a chi gli vuole stringere la mano, a quanti lo abbracciano in modo festoso per salutarlo.

È la giornata Irpina del premier Giuseppe Conte, ricevuto dai cittadini di Avellino con affetto e uno slancio di simpatia. Sul palco del teatro Gesualdo racconta ai cronisti cosa accade nel suo Governo 5s-Pd, ridimensionando le tensioni. “Il clima di lavoro è buono” esordisce Conte, “la maggioranza è compatta. È sbagliata l’impostazione di una manovra che sia la sommatoria di premure di una forza politica o di un’altra. Questo governo ha un progetto politico unitario, io sono garante che la manovra sia nell’interesse di tutti”. Conte a chi gli chiede della sua “democristianità” risponde che oggi serve un “nuovo umanesimo”, nel segno della tradizione Cristiana.

Alla domanda sulla manovra di governo, si dichiara “fiducioso”. “La cosa importante è che abbiamo trovato ulteriori risorse per non rimodulare l’Iva, e questo ci consentirà di dare un segno dell’azione di governo, anche a poche settimane dalla partenza del nuovo governo”, spiega Conte per stemperare le polemiche tra Di Maio e Renzi su “Quota 100”, – per il primo non si tocca nulla per il secondo va fermato tutto -, “Stiamo lavorando”, assicura il Premier, “se riusciamo a risolvere entro le prossime ore altrimenti andremo domani in Consiglio dei ministri”.

Durante la visita al Conservatorio “Domenico Cimarosa”, Conte riceve in dono una bacchetta da direttore d’orchestra con la quale accenna con i musicisti ad improvvisare una esecuzione. A chi gli chiede se le tensioni politiche rallentano le iniziative del Governo, Conte si mostra sorpreso dalle “ricostruzioni fatte alla vigilia della manovra”, e spiega, “Questo governo ha un progetto politico ed io sono il garante, non è che c’è uno che preme per un blocco sociale e prova a infilare una cosa e l’altro che cerca di piazzare il resto. È vero, la scorsa notte abbiamo fatto tardissimo, ma il clima di lavoro è buono”.

La visita ad Avellino è anche l’occasione per ricordare l’ex esponente DC, Fiorentino Sullo (oggi esiste la Fondazione Sullo, presieduta dall’onorevole Gianfranco Rotondi e Rocco Buttiglione), significativo l’intervento di Conte in ricordo di don Sturzo e di Fiorentino Sullo, che fu componente della Costituente, più volte ministro, eletto per nove volte alla Camera dei deputati. Giuseppe Conte dal palco del teatro Gesualdo, affronta una appassionata riflessione sulla crisi della politica e della società italiana ed europea. “In definitiva, a distanza di 100 anni”, sottolinea il Premier, “pur in un contesto politico e sociale differente, rimane attuale l’appello di don Sturzo ai cristiani, agli uomini liberi e forti.

Un nuovo protagonismo dei Cristiani nella Democrazia può costituire una risorsa per alimentare una politica fondata su un nuovo umanesimo”. Un concetto caro a Conte che ribadisce come siano importanti le forze moderate in politica, sollecita: un nuovo protagonismo cristiano nella vicenda politica e istituzionale può aiutare a fornire le risposte alla grandi sfide che l’uomo ha di fronte a sé, come “il potere della tecnica che rischia di sopraffarlo, la globalizzazione che sta affermando una visione economicista del mondo, la rivoluzione infotelematica, eventi che rischiano di disumanizzare l’umanità”.  In questo contesto, “i cattolici sono chiamati a fornire il contributo di idee e passione civile”. A stringere la mano a Conte c’erano tanti ex Dc, tra i parlamentari anche Giampiero Catone, oggi direttore de La Discussione e l’onorevole Gianfranco Rotondi, che lo ha ringraziato per la presenza ad Avellino e per le parole dette in ricordo di Sullo.

“Il gesto del professor Conte merita particolare gratitudine”, dice Rotondi, “esso ripara una certa pigrizia collettiva della città nel ricordo del suo figlio più rappresentativo. Perché Sullo fu e si sentì sempre cittadino di Avellino, anche quando spostó la residenza a Salerno, per valutazioni elettorali.

La presenza del capo del governo in città ricompone una storia, e non a caso ad ascoltare Conte è tutta la deputazione avellinese della prima e della seconda Repubblica, senza distinzioni di colore politico. Le idee, diceva Sullo, devono generare fatti. E i fatti oggi parlano per lui: la rete di infrastrutture nel Sud, le autostrade, la Milano-Bari, la Napoli-Salerno, l’università e il Porto di Salerno, l’Ofantina, l’Alto Calore”. E ancora per Gianfranco Rotondi, Fiorentino Sullo fu un grande innovatore della politica, sono sue le proposte per “la riforma universitaria,la legge urbanistica mia più varata. E poi le scelte politiche:l’appoggio alla Repubblica nell’Irpinia monarchica e conservatrice; la difesa dell’autonomia e della laicità della Dc in tempo di invadenze clericali; l’apertura al centro sinistra; la scommessa, pur talvolta intermittente, sul rinnovamento e le giovani generazioni; il no alla crociata fanfaniana sul divorzio”. Infine Conte sceso dal palco del Teatro Gesualdo, viene travolto da un vortice di strette di mano di abbracci e si lascia sfuggire una promessa nella terra dei Dc, “Ci vedremo di nuovo”.

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