venerdì, 6 Dicembre, 2019
Politica

Il peso delle parole

Per martedì 15 è previsto il faccia a faccia tra Renzi e Salvini, nel parlamentino romano di Porta a Porta gestito dal dottor Bruno Vespa. Certamente potremo sentirne delle belle ma non possiamo più dare nessun peso alla parole della “politica”. Tutto è invaso da dichiarazioni, post, twitt, ospitate televisive e radiofoniche ma tutto quello che viene detto e sentito svanisce con l’aria stessa con la quale viene pronunciato. 

Abbiamo assistito a dichiarazioni feroci che sembravano sentenze di Cassazione e poi abbiamo visto che il tutto si è dileguato nello spazio di ferragosto romano. Giù sconti di pena per tutti. Tutti in libertà, qualunque cosa si sia detta o scritta non vale più difronte a prospettive di governi salvaitalia, o prospettive di salviamoci dai fascisti, dai sovranisti, dai populisti. 

Dobbiamo salvarci, ma salviamoci prima di tutto dalla maggior parte di questi politici.

Hanno votato il taglia-parlamentari senza neppure capire fino in fondo quello che stavano facendo.  Quel numero, è un numero previsto nella nostra Costituzione che, in alcuni casi dicono che sia la migliore del mondo, in altri la scavalcano brutalmente. Se un musicista scrive un’opera per un’orchestra, la scrive per tutti i maestri presenti e previsti e, tutti, sono utili e strumentali rispetto all’effetto e all’armonia finale. Ho sentito l’altra sera in TV il maestro Ezio Bosso che si impegnava proprio su questo concetto. Il valore dell’orchestra.

Se si volevano ridurre i parlamentari occorreva prima riscrivere la musica capendo di quanti musicisti si aveva necessariamente bisogno in Italia. Qualcuno ci spiega con quale criterio è stato determinato il nuovo numero? Nessun criterio, credeteci, altra propaganda sull’antipolitica fatta da politici, gettata e sceneggiata sulla piazza con tanto di taglio di striscione con poltrone disegnate. Se quello è il concetto che hanno del parlamentare italiano, cioè quello di una poltrona da ricoprire, è meglio che le taglino tutte quelle poltrone e, dentro la Camera dei Deputati facciamo un bel Teatro e dentro il Senato un bell’auditorio. Tanto, i parlamentari sono poltrone, “non servono”. E allora facciamoci bastare solo i parlamenti Regionali, dando una rafforzatina alla conferenza Stato Regioni tanto per coordinare il tutto.

Non scherziamo più amici, pretendiamo che i politici siano coerenti fino in fondo e che se dicono una cosa a quella facciano seguire i fatti. 

Altri scontri televisivi lasceranno il tempo che trovano perché tanto  gli spettatori che li seguiranno sono delle due tifoserie opposte e diteci, come ha giustamente detto ieri Alessandro Sallusti, se avete mai visto dei tifosi che dopo una partita, chi vince vince, passano all’altra squadra?

Abbiamo bisogno di politici che tengano prima di tutto alla loro dignità, poi, se ne sono capaci, che tengano al bene, alla dignità ed alla reputazione della Nazione.

Il premier Giuseppe Conte si troverà, martedì sera, se ascolterà la trasmissione, a sentire cose che sentirà per la prima volta nel parlamentino Vespiano, da un suo sostenitore di governo. E non è la prima volta che molte vicende nazionali si consumino proprio sulle bianche poltrone del dottor Vespa. 

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