mercoledì, 21 Ottobre, 2020
Economia

Il sistema Confassociazioni per un’Italia migliore

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Idee, impegno, impresa e reputazione: le soluzioni di Angelo Deiana contro il declino.

Perfetto nel suo stile misurato, garbato, cordiale. Dietro quel volto, quella figura curata e riflessiva, c’è un manager dialogante, di successo, affamato di passione per ciò che si esprime con la forza delle idee e della concretezza.

Angelo Deiana è una persona con una solida cultura di rete reputazionale e di impresa etica. Una visione nel grande solco italiano aperto da Adriano Olivetti in un terreno fertile in cui i semi danno vita a genialità nuove. Deiana, Presidente di Confassociazioni e Anpib (Associazione Nazionale Private & Investment Bankers), è singolare per vivacità di idee, per talento comunicativo e ha l’ingegno di un manager/professionista che sa cogliere nella complessità anche il lato semplice delle cose.

Considerato tra i maggiori esperti di economia della conoscenza e dei servizi finanziari e professionali in Italia, è stato protagonista di un’importante carriera nel nostro Paese e all’estero, ma non sono gli attestati che danno l’idea del suo intuito, che tra l’altro ha una nota di ribellismo contro i sistemi inefficienti. Come infatti dargli torto quando afferma: “L’Italia? Un paese pieno di non decisioni generate da eccessi di burocrazia”.

Protagonista di avventure importanti nel sistema bancario e finanziario guida un’organizzazione, Confassociazioni, che vanta 800 mila iscritti tra cui 139mila imprese. Un vasto e diversificato mondo in cui dare e avere indicazioni. Confassociazioni, una rete importante e di grandi dimensioni utile a capire che “bisogna puntare a rendere essenziale il format”. Lo spazio delle regole per Deiana è quello degli schemi efficienti per ottimizzare il tempo e guardare oltre. Perché se si cambiano le logiche di un sistema si cambiano anche i risultati. E il futuro.

Un esempio semplice? Per combattere l’abusivismo edilizio basterebbe che le aziende che forniscono acqua, luce, gas o rete fissa richiedano sempre certificati di conformità catastale/urbanistica a monte di qualsiasi contratto: una misura concreta che, come risultato minimo, darebbe il quadro delle costruzioni abusive nel nostro Paese.

Semplice no? Ma in un sistema in cui l’eccesso di burocrazia giustifica la propria esistenza attraverso una complessità che genera ritardi, diseconomie e frustrazioni, trovare soluzioni è quello che Deiana prova a fare nel suo ultimo libro “Rilanciare l’Italia facendo cose semplici” (Giacovelli Editore). Un libro di successo in seconda edizione dopo solo dieci mesi dalla prima pubblicazione e che diventa la visione di un rinnovato “volo” del nostro Paese attraverso un approccio alla semplicità come presupposto e preludio di una rinnovata crescita.

Libri, visioni, racconti, temi, idee per il futuro è questo l’affresco delle “idee” di Angelo Deiana. Un mondo in cui Deiana riconosce come suo maestro il fondatore del Censis, Giuseppe de Rita, che equivale a dire la storia della moderna sociologia Italiana, con quella freschezza narrativa, i simboli, le metafore messe in campo per raccontare il Paese reale con i suoi desideri, potenzialità, limiti, diffidenze e slanci talvolta eroici. Il passaggio dalla sociologia viva di De Rita alla visione del futuro di Angelo Deiana è quella di un percorso di sviluppo che contempera i calcoli generati dall’ambizione imprenditoriale con le visioni di un appassionato manager per cui la realtà deve diventare azione.

Azioni che hanno generato una realtà concreta come Confassociazioni che, come Presidente, racconta così: “Una grande famiglia, un grande LinkedIn anche fisico, una rete di solidarietà ed una rete di logiche investimento in cui il principio guida è quello della staffetta: correre con i primi senza dimenticare gli altri”. Ecco perché niente è “astratto” per Deiana eccetto l’arte di cui è un estimatore: la visione di lungo periodo.

Una visione in cui il rilancio del Sud è centrale: “Al Sud, come nel resto del nostro Paese, bisogna recuperare le leadership culturali che avevamo e investire in infrastrutture, cultura e turismo, motori necessari per sviluppo e crescita. Il Sud è il 38% popolazione, e il 25% PIL del Paese. E in questa nuova fase di globalizzazione, l’Italia”, sollecita Deiana, “ha un ruolo strategico nella rinnovata centralità del Mediterraneo perché collega Est ad Ovest ed è ponte tra Nord e Sud”.

Ecco perché, nato sotto il segno del Sagittario, Angelo Deiana rispecchia l’idea di “Arco” e “Freccia”, simboli di vibrazione, forza, elasticità e lungimiranza. Alla domanda sul tempo che scorre e sulle possibilità umane, risponde in modo saggio: “L’età? Posso fare questa cosa? Allora ho l’età giusta. La mia unica età è l’età della mia anima”.

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