mercoledì, 26 Gennaio, 2022
Politica

Incontro al MEF su fisco e previdenza. Governo-Sindacati, dialogo tra sordi

Lotta alle disuguaglianze e all’evasione fiscale

Si è trasformato in un nulla di fatto  il vertice che aveva “l’aria di un’informativa”, ai sindacati sulla riforma del fisco messa a punto dai partiti di Governo. I leader di Cgil, Cisl e Uil, Landini, Sbarra e Bombardieri  sono decisi a contestare l’intesa dei partiti sull’Irpef e Irap, che ha scontentato – per ragioni opposte sindacati e Confindustria. La dichiarazione pre vertice della Cgil dedicata al ministro Franco è suonata come ammonimento. “Se pensa di convocarci per informarci di quello che hanno deciso è meglio che non ci convochi. Non siamo ascoltatori, non siamo spettatori”.

Toni accesi

Dopo un’ora e mezza di discussione, i commenti dei leader sindacali non lasciano adito a dubbi. Duro il leader della Uil Bombardieri:”Nell’incontro Franco ci ha rappresentato e raccontato, come Omero, senza un pezzo di carta o un documento che fosse, esattamente l’accordo di maggioranza concordato nella cabina di regia. noi abbiamo riconfermato che quelle scelte sono sbagliate, perche’ si riducono i finanziamenti nella sanita’ traverso la riduzione dell’Irap.Continuiamo a pensare che le risorse disponibili debbano essere indirizzate a lavoratori e pensionati, che soffrono una condizione dovuta anche all’inflazione”

Deluso e sul piede di guerra anche il leader della Cgil Landini “Di fatto ci e’ stato presentato l’accordo di maggioranza come il perimetro entro cui muoverci e per noi non va bene, va allargato. Per noi gli 8 miliardi devono andare tutti ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, e in piu’ non e’ accettabile che dai 15 ai 30mila euro il ritorno sul piano della tutela del salario sia del tutto insufficiente. Non ha senso che chi prende 100mila euro all’anno abbia lo stesso vantaggio di chi ne prende 20 o 25 mila, credo che sia il contrario della progressivita’ e un messaggio sbagliato da dare alle lavoratrici e ai lavoratori e pensionati”. Ora che succederà? Landoni taglia corto: “non ci saranno nuovi incontri e non e’ un fatto positivo”.

Toni più sfumati ma sempre molto critici anche dal segretario della Cisl Sbarra:”Abbiamo chiesto al ministro Franco una sede di confronto politico nella prospettiva di non stravolgere l’impianto su cui si è trovato l’accordo in cabina regia ma solo di correggerlo, migliorarlo e adeguarlo alle nostre elaborazioni”.   “Valuteremo nelle prossime ore sulla base di questa richiesta con cui si vuole arrivare a soluzioni condivise. Il governo deve ragionare con il sindacato sulla necessità di dare un forte segnale di riduzione delle tasse, sul lavoro e sulle pensioni. Per questo pensiamo che la sollecitazione che abbiamo rivolto al governo debba essere recuperata con un confronto politico che aiuti ad arrivare a soluzioni comuni”.

Si profila dunque un gelo nei rapporti governo sindacati con un surriscaldamento dell’atmosfera sociale.

“La mobilitazione nei luoghi di lavoro- ha detto Landini- deve proseguire e nei prossimi giorni assieme a Cisl e Uil valuteremo tutto cio’ che e’ necessario per far cambiare idea al governo e alle forze di maggioranza perche’ stanno commettendo un errore”.

 

 

Sponsor

Articoli correlati

Vince il garantismo ma anche la dignità dello Stato. Nessun processo infinito. Tempi elastici per mafiosi, terroristi, stupratori e narcotrafficanti

Giuseppe Mazzei

Come spendere i soldi per l’emergenza virus

Giuseppe Mazzei

Verso il nuovo anno nel segno dell’immobilismo

Giampiero Catone

Lascia un commento