mercoledì, 16 Ottobre 2019
Politica

L’odissea dei capponi

La Camera dei deputati ha votato per l’ultimo dei 4 appuntamenti previsti dalla Costituzione che ha consentito di ridurre in misura consistente il numero di eletti nei due rami del Parlamento 

L’avvenimento, celebrato come epocale da Di Maio e company, e condiviso, sia pure con mugugne e riserve, dalla quasi totalità dei parlamentari e tanto avrebbe fatto la felicità di George Orwell e del suo trasferire nel regno animale comportamenti e strutture degli umani.

Sembra infatti che i parlamentari abbiano ottemperato al voto persino spintonandosi e quell’immagine sia appropriata ad una forma di capponi che si tuffa nel brodo per una agape hard di Casaleggio e associati. È inutile dire che si tratta di un provvedimento bandiera e che si può scrivere nella fase di flagellazione progressiva che la casta, così come si è fatta definir, si infligge, con furore penitenziale, dalla fine della prima repubblica. 

L’unico vantaggio, questo sì castale, che deriverebbe dal taglio dei parlamentari sarebbe quello di allontanare fino al 2023 scadenza naturale della fine della legislatura, il pericolo di elezioni anticipate senza però assicurare garanzie che questo spazio temporale sia possibile anche per la durata del governo. 

Governo che si presenta a poche settimane dalla fiducia già febbricitante: una febbre che ha per obiettivo Conte e che ha il suo virus nei pressi di Rignano in Toscana.

Infatti paradossalmente non è la minoranza a impensierire l’esecutivo bensì il protagonismo di Renzi che non fa passare giorno senza criticare o ridicolizzare il Presidente del Consiglio la crisi latente e spesso manifesta del PD e, infine, le scomuniche o le eresie di Di Maio ormai solo formalmente capo di un M5S dove si fronteggiano moderati e massimalisti. 

Per l’immediato c’è da augurarsi che la manovra economica funzioni e che l’unione europea la avvalori con il suo sostegno. 

È questo non solo un interesse dell’Italia, ma di un Europa lasciata sola a fronteggiare tumulti e imboscate dalle tensioni del medio oriente e dalla sfida delle migrazioni. 

Related posts

Le contraddizioni del Pd

Giampiero Catone

Quale politica estera?

Giuseppe Mazzei

I semi della discordia

Lascia un commento

Questo sito web utilizza i cookies per migliorare l'esperienza di navigazione. Se continui ad utilizzare il sito ne assumiamo che tu sia concorde. Accetta Maggiori Informazioni