domenica, 23 Gennaio, 2022
Turismo

Ognissanti dà una mano alle città d’arte. Messina (Assoturismo): con il Pnrr più competitivi sui mercati esteri

Turismo, il fine settimana e il ponte lungo di Ognissanti dà una spinta al turismo. Tra il 30 ottobre ed il primo novembre le strutture ricettive italiane, secondo le proiezioni, dovrebbero registrare 3,8 milioni di pernottamenti, di cui oltre 1 milione nelle città d’arte.

Flussi in risalita

Una performance positiva, anche se i livelli pre-pandemia, per ora, restano lontani: nel 2019 si erano registrati 4,2 milioni di pernottamenti, circa 400mila in più delle previsioni per il 2021”, è la stima elaborata dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti sulla base di un’indagine realizzata sui portali on-line di promo-commercializzazione turistica.
Ne emerge un’occupazione significativa delle strutture ricettive, con il 70% delle camere disponibili online prenotato.

Dove vanno i vacanzieri

A registrare buone performance sono soprattutto le città d’arte, le località termali e le aree collinari e montane. Meno intenso, invece, il flusso di prenotazioni per le località marine: i tassi di occupazione sono in media solo del 60%, nonostante la minor disponibilità dell’offerta per effetto delle chiusure stagionali degli esercizi. Stessa tendenza si registra per le località lacuali, che si attestano al 68% di saturazione delle camere disponibili sui portali. In generale l’orientamento della domanda sembra privilegiare le regioni del Nord Italia e alcune aree del Centro.

In calo il Sud

Un minor interesse del mercato emerge invece per alcune regioni del Sud e delle Isole, dove i tassi di saturazione si fermano su valori assai contenuti, con l’eccezione della Basilicata che registra comunque un tasso di saturazione dell’81%.
“Dopo i buoni risultati di agosto, il ponte di Ognissanti conferma la ripartenza del settore. Si tratta però di una ripartenza a singhiozzo”, commenta il Presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina.

La spinta del Pnrr

“Il mercato turistico, vista la quasi totale assenza di turisti extraeuropei e la riduzione dei flussi europei”, prosegue Messina, “è ancora trainato dalla domanda interna, che però non offre continuità e si concentra solo nei weekend e nei ponti. C’è bisogno di fare di più per sostenere la filiera fino alla ripresa della domanda internazionale: il pacchetto dedicato al comparto all’interno del Piano nazionale di Ripresa segna senz’altro un passo nella giusta direzione, ma serve una proroga delle tutele per le imprese”.

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