domenica, 29 Novembre, 2020
Economia

Immobiliare: troppe tasse, serve una scossa

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La fiscalità elevata e complessa impedisce al settore immobiliare di decollare come potrebbe e dovrebbe. Gian Battista Baccarini, presidente nazionale della Fiap (Federazione Italiana degli Agenti Immobiliari Professionali), principale associazione di categoria con 10.106 agenti immobiliari, 500 consulenti del credito, 15.200 agenzie immobiliari e più di 45mila operatori prende spunto dalla nota al Def del Governo Conte II (“per quanto ci riguarda non contiene alcuna novità”) per indicare una serie di proposte concrete di facile attuazione, finalizzare a dare una bella scossa al comparto.

Gian Battista Baccarini

Presidente, partiamo, innanzi tutto, dai dati. Come va il mercato immobiliare italiano?
“Il mercato immobiliare va bene per quanto riguarda il numero delle compravendite che è ancora in salita. L’anno scorso abbiamo chiuso a circa 580mila; quest’anno, in base alle nostre previsioni, dovrebbe attestarsi sulle 620mila. Dunque c’è una crescita del 5/6 per cento. Il valore di mercato, invece, ha fatto registrare un calo dello 0,8 per cento, a parte Milano che, come sappiamo, è una città a dimensione e proiezione europea. Siamo l’unico dei 28 Paesi della Ue che ha un andamento al ribasso”.

Questo da cosa dipende?
“Aumentano le compravendite perché abbiamo tassi di interesse ai minimi storici che spingono all’acquisto. Il calo dei valori di mercato è dettato, principalmente, dalla nostra economia debole, in quanto il Pil cresce pianissimo. C’è una fiscalità eccessivamente elevata e complessa nel nostro settore che non aiuta”.

Quali sono le vostre richieste al Governo?
“Leggendo la nota al Def abbiamo visto che nel settore immobiliare non c’è nulla di veramente importante. Siamo, invece, fermamente convinti che il nuovo Governo debba attuare un piano nazionale sull’immobiliare che preveda una riforma organica della fiscalità di settore sia in termini di riduzione che di riordino”.

In concreto?
“Sarebbe auspicabile arrivare ad una tassazione unica, intervenendo anche sulla deducibilità attualmente prevista solo i fabbricati strumentali e per le persone giuridiche. Secondo noi andrebbe estesa agli immobili abitativi ed alle persone fisiche, aprendo, dunque, ad una vasta platea. Questo aiuterebbe sicuramente i comuni, i quali riscuoterebbero i tributi necessari ad assicurare i servizi, ma verrebbe incontro anche alle esigenze dei singoli che l’anno successivo, nella dichiarazione dei redditi, andrebbero a sgravare questa spesa. Inoltre, a nostro avviso, la cedolare secca va estesa a tutte le categorie, non soltanto all’abitativo ed ai negozi (oggi già c’è, anche se con dei limiti) ma a tutto il settore, ivi compresi i capannoni ed i laboratori artigianali. Avere una tassazione chiara e lineare stimola l’investitore a comprare l’immobile ed a metterlo a reddito, affittando la casa a chi non la può comprare o i muri a chi vuole fare impresa senza acquistarli. La cedolare secca stimola imprese, famiglie e cittadini”.

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