venerdì, 6 Dicembre, 2019
Editoriale Lavoro

Un contratto di lavoro per il rilancio dell’occupazione

Il Governo ed il suo esecutivo nelle prossime settimane, incominceranno a lavorare sulla bozza della Legge di Bilancio per l’anno 2020.

Si potrebbe ragionare sulla possibilità di inserire un nuovo contratto di lavoro per i lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati come individuati dal Decreto del Ministero del Lavoro del 17 Ottobre 2017;  ad esempio  sono lavoratori svantaggiati tutti coloro che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi. Si tratta di coloro che, negli ultimi 6 mesi non hanno prestato attività lavorativa riconducibile a un rapporto di lavoro subordinato della durata di 6 mesi o hanno svolto attività lavorativa, in forma autonoma o parasubordinata, dalla quale derivi un reddito che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del TUIR di cui al DPR n. 917/1986.

Tutti questi soggetti potrebbero entrare nel mondo del lavoro con un contratto di inserimento per lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati che preveda un’esenzione contributiva totale, con il riconoscimento per gli stessi della sola contribuzione figurativa per la durata di 3 anni.

Il contratto di inserimento di cui sopra, renderebbe appetibili tutti questi soggetti svantaggiati, oggi outsider nel mercato del lavoro, senza gravare sul bilancio dell’Inps, introducendo così una nuova agevolazione contributiva nel sistema previdenziale.

I datori di lavoro che vorranno utilizzare questa agevolazione contributiva, dovranno rispettare gli obblighi sulla normativa e sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, essere in regola con il DURC e non aver ricevuto sanzioni per utilizzo di lavoratori a nero nell’anno precedente la richiesta dell’agevolazione stessa.
Il contratto di inserimento per lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati porterebbe anche alla regolarizzazione di rapporti di lavoro “grigi” come ad esempio le molte partite Iva che si sono aperte nell’ultimo anno, al fine di regolarizzare le stesse.

Questa proposta, potrebbe essere oggetto di discussione nelle prossime settimane quando i tecnici del Governo Conte inizieranno a mettere mani sulla bozza della Legge di Bilancio 2020.

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