sabato, 27 Novembre, 2021
Società

Legge elettorale e forma di governo

Più di 50 anni or sono, un autorevole pubblicista, come Massimo Severo Giannini, osservava che il mondo sta attraversando una forte crisi costituzionale, che travolge quasi tutti gli istituti liberali, primo fra tutti la forma di governo parlamentare.

La classe politica italiana non ha tenuto conto di tale circostanza ed ha incentrato la propria attenzione intorno alla legge elettorale. Dopo il referendum di circa un trentennio fa, che sostanzialmente si pronunciava a favore del

sistema maggioritario, sono state elaborate numerose leggi elettorali, le quali, però, non sembrano aver risolto alcun problema. Si va avanti con i soliti governi di coalizione, che sovente aggregano forze politiche, che professano ideologie contrastanti.

Ad analizzare il problema in prospettiva storica, non può sfuggire che la crisi costituzionale da tempo in atto nel nostro Paese è stata determinata dall’affermarsi del principio democratico. L’affermazione di tale principio determinò negli altri paesi, in cui vigeva la forma di governo parlamentare, significative riforme: in Inghilterra, ad esempio, fu possibile lasciare in vigore la richiamata forma di governo, grazie all’adozione di una legge elettorale maggioritaria. In Italia, secondo moliti studiosi, la mancata riforma della legge elettorale –poi, radicalizzata dalla riforma elettorale adottata dal governo presieduto da Nitti- probabilmente agevolò l’avvento del fascismo.

Nell’ introduzione di una datata monografia di Burdeau, Massimo Severo Giannini osservava che la forma di governo parlamentare è inconciliabile con il principio democratico, essendo la prima strettamente collegata con lo stato censitario. In buona sostanza, la forma di governo parlamentare è estremamente legata ad una struttura sociale, in cui ad avere il potere politico è una sola classe sociale, con la conseguenza, nel momento in cui lo Stato diviene pluriclasse, quest’ultimo si dimostra inidoneo a sopportare le tensioni, a cui lo sottopone la società civile.

Tali considerazioni dovrebbero attirare l’attenzione della classe politica sul fatto che non è possibile risolvere la crisi istituzionale, che da anni grava sul nostro Paese, concentrando l’attenzione sulla sola legge elettorale.

Occorrerebbe tenere presente che esiste un nesso profondo tra tale legge e la forma di governo. Le possibili alternative sembrano essere le seguenti. Si può conservare la forma di governo parlamentare, ma in questo caso non potrà essere adottata una legge elettorale proporzionale. Mutando la forma di governo parlamentare, sarà possibile muoversi con maggiore libertà nell’adozione della legge elettorale.

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