mercoledì, 19 Gennaio, 2022
Lavoro

Auto. Sindacati a Draghi: basta con il Far West dei licenziamenti

Il settore automotive è il sorvegliato speciale dei sindacati. È in questo settore produttivo che secondo Cgil, Cisl e Uil si concentrano le tensioni occupazionali maggiori. Per dirla con la Cgil si verifica il “far West di chiusure” e licenziamenti. Una situazione che merita uno stop per cui i sindacati chiedono l’intervento del premier Draghi.

“Abbiamo chiesto un incontro al presidente del Consiglio”, commenta il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, “per essere in grado di poter fare un’operazione anche di politica industriale perché le aziende, che in modo da far west hanno aperto procedure di chiusura degli stabilimenti, sono tutti nel settore automotive”.

Provvedimento straordinario
I sindacati chiedono che si apra una trattativa per comprendere come riportare la situazione all’interno degli accordi sottoscritti.
“E’ evidente che è necessario che su quel settore si faccia un provvedimento straordinario”, sostiene Landini, “ed allo stesso tempo si apra un tavolo di trattativa perché questo processo, sia sul piano dell’occupazione sia sul piano dell’innovazione e degli investimenti, deve gestire un processo che durerà diversi anni, quindi è chiaro che su questo noi rivendichiamo che ci sia una risposta”.

Stop ai grandi gruppi
Per la Cgil non è possibile far finta di nulla, bisogna intervenire subito per bloccare le iniziative di grandi gruppi che non rispettano gli accordi.
“Chiediamo al Governo che a partire dalle vertenze più importanti”, sollecita il segretario generale della Cgil, “convochi quei tavoli e faccia ritirare le procedure di licenziamento per poter aprire una discussione di merito”, conclude Landini, “Non è accettabile non solo per i lavoratori ma anche per il nostro Paese, che multinazionali o fondi, pensino di poter agire in questo modo”.

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