sabato, 18 Settembre, 2021
Emozioni dal Cielo

Le stelle cadenti di Agosto

Il cielo di Agosto brilla per la meraviglia di quanti l’osservano. Prepariamo i desideri, ed iniziamo a sognare ad occhi aperti e col naso all’insù, la notte di San Lorenzo ci attende, ma nel frattempo qual è la stella più vicina?  Dista appena 17 anni luce – è Altair della costellazione È “l ’Aquila volante”, un astro luminoso e bianco che si mostra in tutti i suoi riflessi. C’è poi Deneb, con cui completare l’asterismo del Triangolo Estivo. Deneb dista fino a 2600 anni luce da noi ma la possiamo osservare dal suo abisso di lontananza ad occhio nudo, il motivo? È tra le 50 mila e le 200 mila volte più luminosa del nostro Sole. Sono i miracoli del cielo, della nostra percezione e del nostro trasporto verso le stelle i pianeti con il loro profondo senso di bellezza e mistero … Luna, Venere, Marte, Giove cosa faranno? Scopiamolo insieme, senza dimenticare di stampare le preziose  Carte  del Cielo che saranno la nostra guida all’esplorazione con l’ astrofisico prof. Gianluca Masi … 

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Pochi mesi come quello che ci aspetta offrono un motivo irresistibile per osservare il cielo. Agosto è per antonomasia il mese delle stelle cadenti, le celebri “Lacrime di San Lorenzo”, senza dubbio il fenomeno astronomico ricorrente più atteso dell’anno. A questo si aggiunga che lo scorcio di cielo proposto dalle prossime settimane è tra i più ricchi e suggestivi.

Intorno alle 22:30 dei nostri orologi, alziamo lo sguardo quasi esattamente sulla testa, ovvero allo zenit. Nei suoi pareggi troveremo la luminosa stella Vega, nostra amica dallo scorso mese. Dando le spalle alla Polare, che avremo trovato seguendo come sempre il Grande Carro, scendiamo con lo sguardo da Vega verso sud, fino ad una stella bianca e luminosa che brilla a mezz’altezza. Si tratta di Altair, l’astro principale della costellazione dell’Aquila.

Il suo nome si riferisce proprio ad un’“aquila volante”: si tratta di una stella abbastanza vicina a noi, distante “appena” 17 anni luce. Essa domina una figura che ricorda da vicino un uccello dalle ali spiegate, che si staglia nel bel mezzo della Via Lattea, visibile solo da luoghi bui.  Altair ha una peculiarità: ruota su se stessa in tutta fretta, con un periodo di quasi 9 ore (contro il mese circa impiegato dal nostro Sole, che ha un diametro pari alla metà di Altair), il che le conferisce una forma sensibilmente schiacciata. L’Aquila si lega al mito di Ganimede: fu proprio il rapace, uccello di Zeus, a trasportare il giovane sull’Olimpo, per farne il coppiere degli dei.

Se da Vega ci si sposta verso est, rimanendo sempre nei pressi dello zenit, troveremo Deneb, con cui completare l’asterismo del Triangolo Estivo. Anch’essa è una stella brillante, seppur la meno evidente del terzetto; Deneb, tuttavia, ha in serbo diverse sorprese. Dal colore bianco-azzurro, si trova alla notevole distanza da noi di 1600 anni luce (con alcune stime che la collocano fino a 2600 anni luce), un dato che la rende una delle stelle più lontane visibili ad occhio nudo. Se essa appare così vistosa nonostante l’abisso che ci separa, significa che la sua luminosità intrinseca è notevole: si stima che Deneb sia tra le 50 mila e le 200 mila volte più luminosa del nostro Sole.

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Anche il Cigno si mostra come un elegantissimo uccello dalle ali aperte in volo, che in queste notti sembra cadere in picchiata. La sua testa, Albireo, si trova infatti più a sud. Quest’ultimo astro è in realtà una splendida stella doppia, osservabile anche con modesti telescopi, che rivelano le due componenti: una aranciata, l’altra di tonalità azzurra, una visione mozzafiato. La mitologia della costellazione è davvero ricca: tra le altre vicende, alcuni autori riferiscono che Zeus assunse le sembianze di un cigno per sedurre Leda, oppure Nemesi.

Se da Deneb ci spostiamo con lo sguardo verso Altair, scendendo lungo quell’allineamento decisamente verso sud, arriveremo alla costellazione zodiacale del Sagittario. Essa si alza al più di circa 20-25 gradi sopra l’orizzonte e ricorda una curiosa teiera celeste. Se si osserva da un luogo buio, resteremo particolarmente ammirati dalla presenza della Via Lattea in questa regione del cielo, che fa da fondale anche al Triangolo Estivo. Per Eratostene, il Sagittario rappresenterebbe Crotus, figlio di Eufeme.
Senza dubbio le meteore di San Lorenzo rappresentano però il fenomeno più importante del mese. Il massimo di attività dello sciame, legato alla cometa Swift-Tuttle, è previsto nella notte tra 11 e 12 agosto. Quest’anno la Luna sarà praticamente assente, regalandoci perciò condizioni particolarmente favorevoli, senza alcun disturbo luminoso. L’osservazione migliore si effettua proprio ad occhio nudo. Potendo scegliere, sarebbe preferibile un luogo lontano dalle luci urbane, con ampia visibilità del cielo, nella seconda parte della notte, quando la costellazione di Perseo sarà via via più alta verso nord-est. Non a caso a questo sciame si da il nome di Perseidi: il loro radiante si colloca proprio in quella costellazione. Per scoprire in dettaglio le Perseidi e come osservarle al meglio, visitate la pagina http://www.perseidi.it.

Quanto ai pianeti, Venere domina incontrastata verso ovest al tramonto, mentre Saturno e Giove sono visibili per tutta la notte, nelle migliori condizioni di visibilità dell’anno, bassi verso meridione. Il 18 agosto, Mercurio e Marte saranno in stretta congiunzione ad ovest, poco dopo il calar del Sole: il cielo ancora luminoso renderà però difficile l’osservazione, da tentarsi comunque con un binocolo. Il giorno 11, al tramonto, un’esile falce di Luna sarà a pochi gradi dalla fulgida Venere.
Riguardo alla Luna, essa sarà nuova il giorno 8 agosto, al primo quarto il 15, piena il 22 agosto e all’ultimo quarto il giorno 30.
Buona passeggiata tra le stelle.
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