martedì, 21 Settembre, 2021
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Green Pass. Confesercenti a Draghi e Mattarella: “Non tocca a noi fare controlli”

No delle imprese a fare da guardiani – con responsabilità penali – sui clienti che dichiarano di essere vaccinati con il green pass. Confesercenti è contraria ad assumere il ruolo di controllori, e scrive al Presidente della Repubblica Mattarella e al Premier Mario Draghi. Una lettera dice si chiedono “urgenti correttivi” e un incontro in tempi ravvicinati.

“Così come è stato delineato, rischia comunque di essere un provvedimento ingiustamente punitivo per le imprese”, scrive Patrizia De Luise, segretaria della Confesercenti, “che non solo devono sostenere l’onere organizzativo ed economico del controllo, ma anche assumersi responsabilità legali che non competono loro”.

 

No a fare i controllori

Pur mostrando attenzione è dichiarandosi favorevoli alla campagna di vaccinazioni, ai richiami e sollecitazioni del premier e del commissario straordinario Figliuolo, la Confesercenti osserva che non possono essere le imprese ad assumersi responsabilità di controllo e segnalazione.
“Noi condividiamo l’esigenza di accelerare l’adesione della popolazione alla campagna vaccinale, ma la collaborazione delle imprese non può diventare un’assunzione eccessiva di responsabilità”, prosegue la lettura della leader di Confesercenti, “o un caos organizzativo, anche in considerazione del fatto che il green pass è comunque una forte limitazione dell’attività economica, che andrà certamente indennizzata”.

 

Divieti eccessivi

Così che alcune indicazioni contenute nei divieti appaiono eccessivi alla Confederazione.
“Restano, inoltre, delle incongruenze incomprensibili”, commenta De Luise, “Pensiamo ad esempio all’estensione dell’obbligo anche alle fiere e alle sagre all’aperto, che appare immotivata, visto che notoriamente il pericolo di contagio all’aria aperta è minore”.

 

Discoteche no alle chiusure

Stesso discorso per le discoteche, che secondo la Confesercenti possono essere riaperte.
“Allo stesso modo, non capiamo perché l’obbligo di green pass non sia sufficiente a riaprire le discoteche: una decisione che rischia di diventare il colpo di grazia per moltissime attività, praticamente chiuse da un anno e mezzo”.

 

Gestione impossibile

“Questo ultimo provvedimento”, sottolinea ancora De Luise, “pone a carico di alcuni imprenditori incombenze di particolare onerosità e – in alcuni casi – impossibili da gestire. Abbiamo scritto al governo per chiedere di aprire un tavolo tecnico ed avviare un confronto con le associazioni che rappresentano le imprese interessate dalle limitazioni. Draghi ci incontri: sono necessari correttivi urgenti e chiarimenti sulle modalità di controllo prima dell’entrata in vigore dell’obbligo”.

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