venerdì, 23 Luglio, 2021
Attualità

Pandemia. Più violenza sulle donne. Rischi in famiglia e tra amici

Nel primo trimestre 2021 le chiamate al 1522, il numero di pubblica utilità contro la violenza sulle donne e lo stalking in Italia, è continuato ad aumentare. Che la pandemia abbia causato anche un aumento delle aggressioni lo segnalano i dati trimestrali del numero verde diffusi per la prima volta dall’Istat.

Le rilevazioni Istat, però, evidenziano anche che la violenza di genere contro le donne appare un fenomeno strutturale e radicato nella nostra società, che si combina con la diffusione di stereotipi di genere. Nel corso della propria vita poco meno di 7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni, quasi una su tre, riferiscono di aver subìto una qualche forma di violenza fisica (20,2 %) o sessuale (21 %), dalle forme meno gravi, come lo strattonamento, calci, pugni o la molestia, a quelle più gravi, come il tentativo di strangolamento o lo stupro (5,4 %). Gli autori delle violenze più gravi (violenza fisica o sessuale) sono prevalentemente i partner attuali o gli ex partner (62,7 %). Gli sconosciuti sono, invece, nella maggior parte dei casi, autori di molestie sessuali (76,8 %). Due milioni e 800 mila donne sono state vittime delle loro violenze. Purtroppo, però, solo il 12 % delle violenze viene denunciato.

 

GLI ABUSI SESSUALI PIU’ FREQUENTI TRA FAMILIARI, AMICI E CONOSCENTI

Il 10,6 % delle donne dichiara di aver subìto una qualche forma di violenza sessuale prima dei 16 anni. In particolare, nel 10 % dei casi la donna è stata toccata sessualmente contro la propria volontà, nel 3 % è stata costretta a toccare le parti intime dell’abusante e nello 0,8 % ha subìto forme più gravi come lo stupro. La percentuale non cambia nelle diverse generazioni. Gli autori sono inattesi anche per le bambine, in primis persone conosciute (quasi l’80 %), soprattutto parenti e familiari (19,5 %), amici di famiglia (11,4 %), compagni di scuola (8 %), amici (7,4 %), seguono i conoscenti (23,8 %). Gli sconosciuti sono solo il 20,2 %. Le forme più gravi di violenza sessuale sono più spesso riportate dalle donne straniere (7,7 % di stupri/tentati stupri contro il 5,1 % delle italiane) e più frequentemente sono commesse da partner attuali o precedenti.

 

VIOLENZE SUL LAVORO E VIOLENZE PSICOLOGICHE

Sulla base di una rilevazione svolta dall’ISTAT nel 2016, si stima che siano un milione 403 mila le donne che hanno subito, nel corso della loro vita lavorativa, molestie o ricatti sessuali sul posto di lavoro. Esse rappresentano circa il 9 % delle lavoratrici attuali o passate, incluse le donne in cerca di occupazione. In particolare, i ricatti sessuali per ottenere un lavoro o per mantenerlo o per ottenere progressioni nella carriera hanno interessato, nel corso della loro vita, 1 milione e 100 mila di donne. Nelle coppie, invece, alla violenza fisica e sessuale si alterna diffusamente la violenza psicologica, che si esprime nella asimmetria di potere. Le situazioni che vengono a crearsi comportano limitazione, controllo, svalorizzazione, intimidazione della donna e anche violenza economica.

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