domenica, 22 Settembre 2019
Editoriale Lavoro

Incidenti, i morti di un anno nero

La morte dei quattro giovani operai, due fratelli e con loro due cugini, che sono rimasti vittime in un incidente sul lavoro avvenuto in un’azienda agricola di Arena Po, in provincia di Pavia, riapre lo spinosissimo problema della sicurezza e morti sul lavoro. In questo episodio c’è anche un doloroso elemento in più, la dinamica dell’incidente e il fatto che l’agricoltura è il settore dove avvengono più incidenti mortali. I quattro lavoratori, – due erano fratelli indiani e proprietari di uno dei più importanti allevamenti di bovini nel Pavese – sono morti cercando di aiutarsi tra loro. Secondo la ricostruzione, infatti, l’incidente si è verificato a ‘catena’, uno dei lavoratori si è sentito male nella vasca di raccolta dei liquami e nel tentativo di aiutarlo sono morti gli altri tre. A ucciderli, probabilmente, è stata l’anidride carbonica esalata dai liquami.

Le quattro morti hanno fatto scattare il triste aggiornamento dei dati Inail sui decessi sul lavoro. Le denunce di infortunio presentate all’Istituto a luglio – mese in cui è previsto un primo aggiornamento dei dati – sono state 378.671, qualcosa in meno rispetto ai primi sette mesi del 2018. Ad aumentare in questo anno, invece, sono stati gli incidenti mortali in “itinere” ossia quelli accaduti durante il tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro. In questo calcolo già a fine luglio si erano verificati quasi 57 mila incidenti. In aumento anche gli incidenti in cui sono rimasti coinvolti gli agricoli che nella prima parte del 2019 sono stati 19 mila e l’agricoltura si conferma come il settore più a rischio; e ancora in aumento gli incidenti in cui sono stati coinvolti i dipendenti dello Stato che hanno superato i 66 mila casi. Dai numeri si comprende che il livello di incidenti sul lavoro resta elevato. In diversi casi in crescita, e peggio ancora, non si riesce ad invertire la rotta. In più c’è un numero sempre crescente di infortuni che coinvolgono lavoratori extracomunitari, e a seguire nella classifica ci sono i giovani e i lavoratori più avanti nell’età.

In crescita anche il numero delle donne coinvolte in sinistri. Oltre ai feriti, i drammi maggiori si hanno per i decessi. Gli incidenti rimangono tanti e nel 2019 a luglio l’Inail aveva già registrati 599 casi mortali. Inutili gli appelli di sindacati, medici e ingegneri a tutela della legge 626, della politica con leggi e nuove norme, delle istituzioni che in più occasioni iniziando dai presidente della Repubblica hanno chiesto più sicurezza e controlli. Fermare il numero dei decessi appare impossibile. Ci sono molti fattori che incidono sulla prevenzione, ad esempio, il tipo di lavoro, la formazione, la durata dell’impiego. Il caso emblematico è l’agricoltura, dove c’è una età media elevata, il rischio di dissesti delle aree di lavoro e il percorso che bisogna fare con i mezzi di trasporto e di lavoro, sono cose che incidono pesantemente. A livello gestionale, l’agricoltura ha infatti registrato un aumento di 22 denunce, da 56 a 78; a fronte di 10 casi in meno nell’Industria e servizi da 522 a 512. Altra situazione che diventa sempre più preoccupante è la sicurezza dei lavoratori comunitari ed extracomunitari, spesso chiamati a svolgere lavori saltuari e quasi sempre manuali.

I numeri dicono che gli infortuni sono in aumento e con esito mortale per i lavoratori comunitari da 29 sono saliti nel 2029 a 40, ed extracomunitari da 64 a 71; mentre tra gli italiani si registrano sei casi in meno da 494 a 488. Per la cronaca bisogna ricordare che la fascia di età più colpita è quella che va dai 45 si 54 anni. Sempre nelle analisi e denunce presentate all’Inail c’è da registrare il drammatico aumento di morti dovuti agli spostamenti in “itinere” ossia da e verso Il luoghi di lavoro.

O, come nel caso dei quattro lavoratori morti giovedì scorso ad Arena Po, sono rubricati come incidenti “plurimi”, espressione che indica gli eventi che causano la morte di almeno due lavoratori, nei primi sette mesi del 2019 sono stati 12 e hanno provocato la morte di 24 persone, prevalentemente sulla strada. Tra le reazioni alla tragedia dei quattro lavoratori deceduti nel tentativo di salvarsi tra loro c’è quella della segretaria della segretaria della Cisl, Annamaria Furlan. “È una tragedia agghiacciante che vi lascia tutti sgomenti e senza parole la morte di quattro operai in una azienda agricola nel Pavese. È davvero una sconfitta per tutti. La sicurezza sul lavoro è una priorità, una vera emergenza nazionale”, sottolinea infine la segretaria Cisl, “che il nuovo governo deve affrontare insieme alle parti sociali con urgenza e con provvedimenti straordinari”.

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