martedì, 7 Dicembre, 2021
Ambiente

Prandini (Coldiretti): “Troppo cemento e aree agricole ridotte”

Cemento e fragilità del territorio. Lo scenario tedesco con morti e dispersi mette in allarme la Coldiretti italiana. La Confederazione ricorda come sotto accusa in Germania è il cambiamento climatico che si abbatte su un territorio reso sempre più fragile dalla cementificazione.

“In Italia, nonostante la pandemia, nel 2020 la cementificazione è avanzata ad un ritmo di 2 metri quadrati al secondo”, afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Il leader della Coldiretti esprime cordoglio per le vittime dell’alluvione in Germania e in Belgio.

PIU’ EVENTI ESTREMI

“Dall’inizio dell’estate in Europa si sono verificati il 45% in più di eventi estremi in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”, evidenzia Prandini, “tra nubifragi, alluvioni, trombe d’aria e grandinate, secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati dell’European Severe Weather Database (Eswd). Una calamità che ha
flagella il vecchio continente dopo un mese di giugno che”, sottolinea la Coldiretti, “si classifica come il secondo più caldo mai registrato con una temperatura superiore di 1,5 gradi alla media storica sulla
base dei dati Copernicus”. Per le Associazioni di agricoltori si conferma la tendenza al surriscaldamento in Europa.

“Per effetto delle coperture artificiali dal 2012 ad oggi”, ricorda la Coldiretti, “il suolo non ha potuto garantire l’infiltrazione di oltre 360 milioni di metri cubi di acqua piovana che ora scorrono in superficie aumentando la pericolosità idraulica del territorio nazionale secondo l’Ispra”.

CEMENTO CONTRO TERRENO

A livello nazionale le colate di cemento non rallentano neanche nel 2020, nonostante i mesi di blocco di gran parte delle attività durante il lockdown, e ricoprono quasi 60 chilometri quadrati, impermeabilizzando ormai il 7,11% del territorio nazionale. “Sono così saliti a 7275 i comuni”, sottolinea la Coldiretti, “con parte del
territorio in pericolo di dissesto idrogeologico, il 91,3% del totale con 7 milioni gli italiani che vivono in aree a rischio frane, alluvioni ed esondazioni di fiumi in una situazione di incertezza determinata dall’andamento meteorologico che condiziona la vita e il lavoro”.

L’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne.

PNRR, SUBITO I PROGETTI

“In tale ottica un intervento strategico è la realizzazione di infrastrutture a partire dai bacini di accumulo, proposto dalla Coldiretti e non a caso inserito nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) varato dal Governo Draghi”, ricorda il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel chiedere “di accelerare
sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, ancora ferma in Parlamento da quasi un decennio, che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio”.

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