mercoledì, 22 Settembre, 2021
Economia

Partite Iva, mini riforma per diluire i pagamenti e ridurre oneri e obblighi fiscali

Partite Iva, qualcosa si muove sul fronte fiscale. Dopo tentativi, false partenze e ipotesi di riforma sul sistema dei pagamenti “acconto” e “saldo”, – metodo che porta i lavoratori autonomi a dover anticipare parte delle tasse che dovrebbe pagare l’anno successivo -, ora c’è la volontà politica di cambiare.

Una svolta utile si lavoratori potrebbe arrivare a pagamenti a rate mese per mese. Il progetto era stato ipotizzato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, dalla vice ministra dell’Economia Laura Castelli e dall’allora titolare del ministero Roberto Gualtieri. L’obiettivo era superare il meccanismo degli acconti e dei saldi per andare verso un sistema basato sulla certezza di tempi e adempimenti e una diluizione nel corso dell’anno degli importi da versare, calcolato in base a quanto effettivamente incassato da parte delle partite Iva. La pandemia ha posto l’argomento in secondo piano, tuttavia l’idea del direttore dell’Agenzia delle entrate è tornata ora d’attualità. Le partite Iva hanno sofferto in modo drammatico chiusure e blocchi di attività così il progetto potrebbe avere il senso di un aiuto sia economico sia di sveltimento delle procedure burocratiche. L’obiettivo è quello di liberare oltre 4 milioni di contribuenti (tra autonomi, professionisti e partite Iva) da un calendario di scadenze fiscali sempre in movimento. Il sistema della liquidazione periodica mensile (o trimestrale) potrebbe consentire all’erario di registrare un flusso costante di entrate, e non più soggetto a picchi come adesso, e ai contribuenti interessati di pagare le tasse sugli incassi e le spese effettive e quindi di poter contare su una maggiore liquidità per effetto di una riduzione dello stock di credito d’imposta.

L’argomento è stato ripescato dalla Lega, con l’impegno del M5S e di Italia Viva. Questo in sintesi la proposta che sarà discussa in Parlamento che si propone di automatizzare il sistema fiscale delle partite IVA e delle imprese, ribaltando il paradigma su cui oggi si basa il sistema fiscale italiano. Attualmente, i titolari di una partita IVA, coadiuvati dai loro consulenti fiscali, devono calcolare le imposte non solo per l’anno in corso, ma anche per l’anno successivo, pagando il saldo delle tasse per l’anno in corso e l’acconto per quello successivo. Un sistema che, giocoforza, genera crediti o debiti da saldare nel corso dell’anno successivo.

La proposta ritiene che debba essere l’Agenzia delle Entrate – Riscossione a calcolare l’ammontare delle tasse da pagare su base mensile (o trimestrale, al massimo), e comunicare l’ammontare al contribuente. Quest’ultimo non dovrà far altro che accettare l’addebito sul conto corrente, verificando che tutti i conteggi dell’Agenzia siano corretti. In questo modo si ridurrebbero anche gli appuntamenti del calendario fiscale.

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