sabato, 24 Luglio, 2021
Attualità

17mila in 10 anni morti sul lavoro. Papa Francesco: condizioni più umane

“Perseguire il massimo profitto a scapito della sicurezza e della salute” è alla base dei 17.000 lavoratori morti sul lavoro nel decennio 2009-2019, una media di oltre 3 al giorno, secondo le associazioni a tutela dei lavoratori. Secondo i dati Inail sugli infortuni sul lavoro nell’anno 2020 i casi mortali sono stati 1.270, 181 in più rispetto ai 1.089 del 2019 (+16,6%) e nel primo quadrimestre del 2021 sono aumentati ancora, del 9,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2020. Dati che potrebbe aumentare perché naturalmente non tengono conto dei lavoratori in nero. Agli oltre 100 lavoratori al mese, poi, vanno aggiunte le decine di migliaia di morti per malattie professionali e ambientali. Solo per l’amianto 6.000 ogni anno, 16 ogni giorno.

 

I RECENTI FATTI DI CRONACHE

La normativa ci sarebbe, il dlgs 81 /2008 (Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro), ma che evidentemente spesso resta inattuata, come i precetti del SSN sulla sicurezza sul lavoro. Lo dimostrano i recenti fatti di cronaca, come il caso di Luana, l’operaia trascinata tra gli ingranaggi di un macchinario per manomissione dei sistemi di sicurezza o di Adil, leader del sindacato Si Cobas milanese investito da un camion durante un picchetto davanti ai cancelli della Lidl di Biandrate, per la fretta di consegnare a tutti i costi la merce. Contesto in cui si potrebbe far rientrare a pieno di titolo anche la strage della funivia del Mottarone, frutto di una sconsiderata condotta finalizzata esclusivamente al profitto. Solo una casualità ha impedito che a morire fossero gli operai della manutenzione nel giro di prova di quella stessa mattina, anche se purtroppo a farne le spese sono state comunque intere famiglie.

 

GLI APPELLI DEL PAPA E DELLE ASSOCIAZIONI

Sono tanti gli appelli, lanciati in più occasioni, da parte di Papa Francesco perché nel futuro prossimo siano scongiurati casi di sfruttamento sul lavoro, soprattutto in direzione delle donne. “”Con la fretta di tornare a una maggiore attività economica, al termine della minaccia del Covid-19, evitiamo le passate fissazioni sul profitto, l’isolamento e il nazionalismo, il consumismo cieco“, dice il Papa auspicando “un nuovo futuro del lavoro fondato su condizioni lavorative decenti e dignitose, che provenga da una negoziazione collettiva, e che promuova il bene comune”, un lavoro “che sia umano”. Sulla base delle stesse richieste, il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, insieme all’Assemblea Lavoratori Combattivi di Milano, Medicina Democratica, Il Comitato Ambiente e Salute Teatro alla Scala, Il Comitato Difesa Sanità Pubblica Zona Sud Ovest Città Metropolitana, hanno organizzato un presidio a Milano davanti alla sede di Assolombarda, la prima di una serie di iniziative annunciate per una maggiore prevenzione e tutela sui posti di lavoro.

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