mercoledì, 26 Febbraio, 2020
Politica

Un Conte solo non fa centro

In un periodo in cui anche gli Stati Uniti stanno spostando la barra di navigazione verso posizioni centriste – con sondaggi che segnalano il cattolico democratico Joe Biden in vantaggio sull’attuale inquilino della Casa Bianca – crea disorientamento la composizione del Conte-bis evidentemente spostato a sinistra e, soprattutto, vergine di quella che è stata la spina dorsale di ogni Governo della Repubblica dalla sua fondazione ad oggi.

Vale a dire, manca il centro, la componente di ispirazione democratico-cristiana, l’area tradizionalmente moderata che pare, in questo Governo, rispecchiarsi agiograficamente nella sola figura del Premier. Un Premier catapultato alla ribalta della scena politica dall’ondata anti-casta ed anti-sistema dei grillini ed oggi divenuto indice delle posizioni più tradizionaliste e diplomatiche che tanto piacciono ai nostri partner europei.

Se il popolo sta salutando con piacere e consenso sondaggistico la mutazione di Giuseppe Conte, rimane qualche dubbio nella scelta di affrancare il suo secondo esecutivo dall’apporto, storicamente fondamentale, del centro.

Badiamo bene, dalla nascita della Seconda Repubblica e la diaspora democristiana, questa componente è sempre stata presente nell’agone politico italiano, mutuando se stessa in svariate sigle, siglette o facendosi rappresentare da altri partiti o movimenti.

Quello, però, di cui stiamo parlando, è proprio il “centrismo”, ovvero quel punto equidistante da tutti i punti della circonferenza politica, in grado di declinare, in modo obiettivo, la grammatica delle istituzioni. Il “centrismo” non ha un colore od una collocazione partitica.

Appartiene a tutti gli uomini di buona volontà che applicano la lettura della cosa pubblica senza voracità, tralasciando il senso dell’immediatezza per guardare all’orizzonte del benessere popolare. De Gasperi, Moro, Adenauer, Franklin D. Roosevelt, tutti uomini che hanno costruito la Storia, a volte offuscando la propria immagine in termini di consenso, concretizzando la propria rotta politica manovrando il timone delle loro decisioni dal centro. La Storia ha dato loro ragione. Farà lo stesso con il Governo italiano nato ieri?

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