giovedì, 23 Settembre, 2021
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Covid. Magrini (Aifa): sulle varianti possibile terza dose, saranno nuovi vaccini più evoluti

L’Italia riapre, l’ottimismo prende il posto sul pessimismo. Il cambio di passo della campagna vaccinazioni, l’estate che riduce i contagi, il fatto che molti non temono più il Covid e cercano la libertà. Ma è proprio così? Oppure il numero delle varianti che sono segnalate nel mondo e in Europa destano preoccupazioni? A spiegare che ci sarà bisogno di una terza dose di vaccino, se le varianti Covid inizieranno a circolare con maggiore frequenza, è il direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini.

“Verosimilmente sì, dovremmo vaccinarci anche il prossimo anno se le varianti ci daranno preoccupazione”, fa presente il direttore dell’Agenzia italiana per il farmaco a Radio24, “sono in corso di sviluppo vaccini di seconda generazione per il prossimo inverno che saranno in grado di coprire, anche con un semplice richiamo, queste
varianti. Non si tratterà, dunque, di una terza dose, ma di ulteriori vaccini attivi contro le varianti, per la massima protezione”. Quanto al fatto se questi ulteriori vaccini dovranno essere somministrati a tutta
la popolazione o solo alle categorie più a rischio, “sarà da vedere”. Il problema delle varianti preoccupa e, comunque, servirà una strategia internazionale.

“C’è una visione complessa, che riguarderà anche il G20 e nuovi trattati internazionali, per vaccinare il sud del mondo e fermare le varianti”, osserva il direttore dell’Aifa. C’è, inoltre, molta attenzione, per ora irrisolta, sui richiami da fare e con quali vaccini, ossia se possibile adoperate vaccini diversi da quelli somministrati per la prima dose.

“Non lo abbiamo ancora fatto perché di solito aspettiamo pubblicazione degli studi, non solo la prima comunicazione”, commenta Macrini.

Il Direttore dell’Aifa ha poi spiegato che la scelta di confermare il vaccino Astrazeneca anche per la seconda dose è stata presa sulla base dei dati disponibili in quel momento, e “a fronte di una netta minore incidenza di effetti rarissimi, si è voluta mantenere la fiducia su questo vaccino”. Oggi, però, il cross vaccinale sembra una strada “possibile”.

I due studi a riguardo, inglese e spagnolo, ha riferito il Direttore generale dell’Aifa, “non hanno dato gli stessi risultati, in quanto uno ha mostrato più effetti indesiderati”, ma entrambi hanno confermato una
risposta anticorpale “eccellente”. Per Magrini comunque la questione è ancora in “processo”. “Cambiare strategie genera sempre qualche insicurezza e titubanza”, osserva Il direttore dell’Aifa ha poi fatto il punto sulla vaccinazione degli under15 e sulle motivazioni che dovrebbero indurre anche i più giovani a sottoporsi al vaccino. “Non sono la categoria prioritaria”, prosegue Magrini, “ma anche in questa fascia ci sono adolescenti deboli, affetti da patologie, che vanno certamente trattati. Quindi è sicuramente una buona notizia sapere che questi vaccini sono efficaci anche in queste fasce di età”. Infine la questione giovani e non fragili che dovrebbero però vaccinarsi. “Vaccinare i giovani”, ricorda il direttore dell’Aifa, “rappresenta un ulteriore tassello per la copertura di massa. E parliamo di un vaccino sicuro, che ha azzerato i casi”.

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