domenica, 28 Novembre, 2021
Economia

Recovery: Tante risorse per il Sud. Saranno spese in tempo?

Il Recovery Plan elaborato dalla Commissione Europea è stato più volte  paragonato al Piano Marshall. A quel gigantesco piano di aiuti che gli americani idearono per risollevare i paesi europei distrutti dalla seconda guerra mondiale. Per l’Italia della post pandemia, sembra che questo sia l’obiettivo.

 

IL 40% DELLE RISORSE AL SUD

Ma ancor di più lo è per il Mezzogiorno. Sin dalla nascita, l’Unione Europea non aveva mai destinato al Sud tutta questa montagna di danaro. Infatti, il Piano Nazionale di Rinascita e Resilienza (Pnrr) assegna al Mezzogiorno ben 82 miliardi di euro, pari al 40 per cento del totale delle risorse (216 miliardi) destinate all’Italia. Le misure previste tendono ad  attenuare i divari storici tra il Centro-Nord e il Sud in diversi ambiti di intervento.  Dalle infrastrutture fisiche a quelle digitali, dall’ ecologia ai servizi pubblici,  dall’istruzione alla sanità e alla Pubblica Amministrazione. La pandemia ha colpito duramente il Mezzogiorno soprattutto in settori cruciali  come il turismo e i servizi. Nei primi tre trimestri del 2020 l’occupazione ha subito un calo del 4,5 per cento, il triplo rispetto al Centro-Nord. E in più, tra il 2008 e il 2018, la spesa pubblica per investimenti nel Mezzogiorno è scesa da 21 miliardi a poco più di 10

 

TUTTE LE RISORSE PER IL SUD

Ora per il Sud potrebbe essere la volta buona per invertire questa tendenza negativa. Oltre ai finanziamenti del Pnrr, al Mezzogiorno vengono destinati altri fondi. Vediamoli nel dettaglio: 8,4 miliardi provenienti dal React‑EU, (acronimo in inglese che significa “Assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa); 54 miliardi dei Fondi strutturali e d’investimento europei (relativi al periodo 2021-27); 58 miliardi del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (sino al 2030).  E infine circa un miliardo dal Just Transition Fund, (il Fondo per la transizione giusta) pensato per sostenere l’uscita dai combustibili fossili delle regioni europee che più ne dipendono.

 

I DANNI LA BASSA CAPACITÀ DEL MEZZOGIORNO

A fronte di questa mole di risorse, la domanda è sempre la stessa: Il Mezzogiorno sarà capace di spendere e soprattutto di realizzare tutte queste opere? Secondo un’analisi della Banca d’Italia, basata sui dati dell’Agenzia di Coesione, la realizzazione delle opere richiede in media quasi un anno in più rispetto al Centro-Nord. Le regioni meridionali presentano inoltre i tassi più elevati di inutilizzo dei fondi europei assegnati e di opere incompiute

Per il Piano di rinascita la riduzione del divario territoriale è un obiettivo trasversale, da raggiungere con gli investimenti delle varie missioni (tav. 1) e, soprattutto, con le riforme strutturali. Qui di seguito la ripartizione dei fondi.

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