lunedì, 17 Maggio, 2021
Politica

Draghi: prepararsi al futuro. “Ristrutturare la sanità e più ricerca”

Stringono i tempi per il Pnrr. Convergenza di vedute tra Governo, sindacati e mondo della produzione.

La “dottrina” Draghi prende forma. I progetti del premier si proiettano su più fronti, verso l’Europa – in attesa del Global Health Summit del prossimo 21 maggio a Roma -, e verso le scelte condivise con forze politiche  e parti sociali sul Pnrr.

I leader dei partiti, gli esponenti sindacali e del mondo produttivo hanno indicato le priorità . Fondi saranno assegnati alla sanità, così come annunciato dal premier: “Dobbiamo sostenere la ricerca e ristrutturare i sistemi sanitari nazionali”. Ci saranno interventi per il completamento e la realizzazione di infrastrutture, in particolare per i trasporti. Risorse sono previste per la scuola e la ricerca. Secondo l’impostazione dei sindacati una priorità dovrà essere data al lavoro, un piano di rilancio dell’occupazione che preveda, la radicale ridefinizione degli ammortizzatori sociali. Su quest’ultimo tema, un impegno eccezionale è stato sollecitato da Confindustria, Confcommercio, Confesercenti e dalle piccole imprese artigiane. Il mondo della produzione ha chiesto a Draghi di attutare le riforme di fisco e pubblica amministrazione.

 

INCERTEZZA SULLA DURATA DELLA PANDEMIA

L’’esecutivo non ha ancora individuato una soluzione condivisa sulla governance del Recovery Fund, Questione non da poco che innescò la caduta dell’esecutivo Conte bis. La supervisione politica del piano, secondo le indicazioni date da Draghi, è affidata a un comitato istituito presso Palazzo Chigi con la partecipazione dei ministri competenti. I partiti rumoreggiano, perché non avrebbero troppa voce in capitolo rispetto alla supervisione esercitata da ministri tecnici. Al fianco a Draghi ci sarebbero il Daniele Franco, Vittorio Colao, Roberto Cingolani ed Enrico Giovannini.

Il piano sarà presentato a Bruxelles entro il 30 aprile. Il 26 e il 27 passerà in Consiglio dei Ministri e poi nelle aule parlamentari. L’Italia riceverà dal Recovery 191,5 miliardi, 27 dei quali saranno erogati subito dopo l’approvazione di Bruxelles44 miliardi e 724 milioni di euro per gli anni 2021-22. Nel 2023,20 miliardi e 732 milioni.

Draghi in un videomessaggio, ha osservato. “Il nostro lavoro deve iniziare ora, poiché non sappiamo per quanto tempo durerà questa pandemia o quando ci colpirà la prossima. L’anno scorso, la produzione globale ha subito la contrazione più profonda dalla Seconda Guerra mondiale, colpendo sia le economie avanzate che i mercati emergenti”.

“Stiamo combattendo il virus attraverso l’inventiva, l’operosità e la cooperazione”, ha sottolineato infine il Premier, “Ora abbiamo la possibilità di porre fine alla peggiore pandemia. Tuttavia, dobbiamo essere meglio preparati per il futuro”.

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