mercoledì, 28 Luglio, 2021
Società

L’algoritmo che minaccia le professioni intellettuali

Liberi professionisti, avvocati, giornalisti, ghostwriters, artisti e creativi: tutti a rischio da oggi al futuro prossimo.

Ad affermarlo non catastrofisti, disfattisti e nichilisti vari, ma la scienza. La scorsa settimana la prestigiosa rivista “Nature” ha pubblicato uno studio  in cui il ricercatore Noam Slonim ed i suoi colleghi descrivono i risultati di un sistema di intelligenza artificiale, chiamato “Project Debater”, capace di  sostenere veri e
propri dibattiti, ritenuti (evidentemente a torto) esclusivo appannaggio del genere umano.

Project Debater è il primo sistema di intelligenza artificiale in grado di discutere con gli esseri umani “a tu per tu” su argomenti particolarmente complessi. L’obiettivo è quello di aiutare le persone a costruire argomenti persuasivi e prendere decisioni ben informate e aggiornate. .

Project Debater è capace di esaminare un archivio di 400 milioni di articoli apparsi sui quotidiani, analizzarli contemporaneamente e sviluppare, in piena autonomia, dichiarazioni, tesi e contro argomentazioni. I ricercatori hanno testato il sistema su una serie di tematiche, confrontandolo attraverso dibattiti di illustri personalità.

“Non passa giorno che la scienza non restituisca nuove applicazioni dell’Intelligenza Artificiale, spesso molto utili (penso al sostegno della tecnologia alla ricerca oncologica), e altre, come i sistemi
capaci di sostituire la creatività delle professioni intellettuali e, progressivamente, di confinare il genio umano in spazi sempre più ridotti e marginali” ha dichiarato Gabriella Ancora, Presidente Nazionale di CIU-Unionquadri,  che tutela i quadri nel settore pubblico e privato, i ricercatori, i professionisti dipendenti ed il mondo delle professioni intellettuali.

La progressiva sostituzione delle macchine alla creatività umana appare, oggi, una solida realtà. Qualche anno fa è stato battezzato il progetto “The New Rembrandt”, un algoritmo di machine learning capace di
riprodurre un inedito ritratto utilizzando il medesimo stile del celebre artista olandese. Oppure i romanzieri automatici di Automed Insights, società che ha messo a punto un sistema capace di sfornare un miliardo
di articoli del tutto automatizzati per i propri clienti.

“.Si stima che il 90% del mondo giornalistico sarà automatizzato da qui al 2030. Come CIU-Unionquadri abbiamo avviato una riflessione in tal senso al fine di aprire una discussione su come affrontare questi
cambiamenti, con quali tutele e quali forme di protezione. Una delle modalità potrebbe essere ad esempio quella della formazione continua, il lifelong learning”, ha continuato Ancora.

Non mancano le invasioni di campo degli algoritmi anche nella musica, con vere e proprie band automatizzate capaci di incidere intere composizioni virtuali, dal Giappone (con gli esperimenti dell’Università di Tokio che hanno dato vita al complesso degli Z-Machine) alla Germania (con il gruppo Compressorhead, interamente basato sul learning machine).

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