martedì, 30 Novembre, 2021
Lavoro

Vertenze. Sindacati: convocare i tavoli di settore 

Settimana impegnativa per i sindacati metalmeccanici. I nodi da sciogliere sono numerosi, con le troppe crisi industriali che non hanno sbocco. Nel contempo è iniziato il conto alla rovescia della fine del blocco dei licenziamenti previsto per luglio. Temi scottanti e urgenti. Per ora i sindacati non vogliono lo scontro e si limitano alla protesta simbolica come il presidio di Fim, Fiom e Uilm sotto al Ministero dello sviluppo economico. All’appuntamento erano presenti i delegati dei lavoratori di tutta Italia rappresentativi delle crisi industriali nei settori strategici per l’industria nel nostro Paese.

In merito alle vertenze, a partire da quelle più urgenti come Whirlpool, Blutec ex Termini Imerese, Acc- ex Embraco e i tavoli di settore su automotive, aerospazio, elettrodomentico e siderurgia, i Ministri, Giorgetti e Orlando hanno annunciato che con l’entrata in funzione della task force verranno programmati gli incontri. Insomma tempi non ravvicinati, mentre per i sindacati il fattore temporale sarà determinante.

La Fiom, ad esempio, ribadisce che le crisi non possono aspettare, tanto più che il Governo ha deciso lo sblocco dei licenziamenti per i lavoratori dell’industria già da luglio. Con la nuova proposta dei sindacati di arrivare a ottobre con il blocco dei licenziamenti in modo da superare l’estate. Ipotesi per ora al vaglio del Governo che tuttavia dovrà tenere conto del dissenso degli industriali. Altro tema caldo è la situazione che si è creata nella gestione dell’ex Ilva con l’intervento economico dello Stato attraverso i fondi di InvItalia. La Fiom è guardinga e segue l’evolversi della situazione.

“Sull’ex Ilva i Ministri hanno dichiarato che nelle prossime settimane, e comunque prima del 13 maggio, verrà perfezionato l’ingresso di Invitalia, con i 400 milioni di euro”, rivela Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil,

“Il Governo sta analizzando il piano industriale per capirne la concretezza e da questa verifica dipendono gli investimenti del Recovery Plan sulla siderurgia”. 

 

L’INCERTEZZA PEGGIORA LA CRISI

L’allungarsi dei tempi, il non definire una situazione che si trascina da anni con un dispendio notevole di risorse economiche per il sindacato diventa non più sostenibile.

Permane, quindi, una condizione di incertezza che peggiora la situazione dei lavoratori di tutti gli stabilimenti, a partire da Taranto, “mentre”, insiste la Fiom, “sarebbero necessari investimenti industriali, ambientali e sulla manutenzione. Stesso stato di incertezza riguarda il sito siderurgico di Piombino, il cui piano industriale è stato respinto”. Le mosse del Governo si stanno infatti chiarendo, secondo le fonti sindacali, mentre l’esecutivo sta valutando l’ingresso di capitale pubblico. Un sostegno che per il sindacati è condizionato alla salvaguardia di tutta l’occupazione. Le iniziative quindi non mancano così come l’acuirsi delle tensioni anche su altri settori produttivi che sono rimasti in bilico, se non indietro, nel tempo sospeso della pandemia.

“Riteniamo urgente la convocazione dei tavoli di settore su automotive, aerospazio, elettrodomentico e siderurgia, con la presenza delle imprese e dei sindacati”, prosegue la segreteria della Federazione dei metalmeccanici,

“Le politiche industriali e le politiche per il lavoro vanno discusse insieme”.

Per Fim, Fiom e Uilm, le risorse del Recovey Fund devono essere utilizzate per consolidare l’industria e garantire l’occupazione, i piani devono essere condivisi con il sindacato. Le richieste dei sindacati sono chiare, così come le difficoltà. Per Fim, Fiom e Uilm c’è la necessità di fare sintesi, se non ci saranno iniziative e sviluppi allora si tornerà alla protesta. Lo dicono in modo chiaro: “Se nei prossimi giorni non arriveranno le risposte e le necessarie convocazioni, torneremo a mobilitarci”.

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