sabato, 17 Aprile, 2021
Esteri

La Casa Russia e la nuova guerra freddissima

Sono passati 19 anni , da quel 28 maggio 2002 quando, auspice Berlusconi Presidente del Consiglio e presenti Bush e Putin, nel vertice NATO a Pratica di Mare, fu firmato lo storico accordo (https://www.nato.int/docu/comm/2002/0205-rome/rome-eng.pdf) con cui i vecchi nemici si impegnavano ad evitare il ricorso alla forza e alle minacce reciproche. Non era certo l’ingresso della Russia nell’Alleanza atlantica. Ma era un patto di partnership che sembrò chiudere definitivamente la lunghissima pagina della “guerra fredda”, basata sull’equilibrio del terrore delle migliaia di bombe atomiche possedute dalle due Grandi potenze e sulla teoria della “Mutual Assured Destruction“, il cui acronimo indica, appunto, una pura follia MAD.

NAZIONALISMO SFRENATO DI PUTIN

Da allora alla Casa Bianca si sono avvicendati 3 Presidenti, al Cremlino è rimasto sempre e solo lui, lo zar Putin. E di quello spirito foriero di grandi speranze di pace è rimasto ben poco.

Mentre l’Occidente ha perso terreno su molti scacchieri strategici la Russia ha fatto di testa propria inseguendo una forma di “revanchismo” dopo le umiliazioni subite con il crollo dell’impero sovietico. Il nazionalismo di Putin è diventato sempre più sfrenato ed è andato di pari passo col fallimento della politica di sviluppo interno della Russia. La crescita economica è stata basata solo sulle materie prime, gas innanzitutto, senza la costruzione di un vero e proprio sistema industriale. A beneficiare di questa ricchezza è rimasta una ristretta oligarchia politico-economica legata al Cremlino senza alcuna forma di competizione di mercato interno come pure esiste nella Cina totalitaria. Putin ha cercato con il nazionalismo di distrarre l’attenzione dei russi delusi dallo strapotere degli oligarchi e dal mancato sviluppo.

Rinfocolando il mito della Grande Russia, Putin

-nel 2008 invase la Georgia;

-nel 2014, si è impadronito della Crimea strappandola illegalmente all’Ucraina,

-nel 2015 ha scatenato una sanguinosa guerra civile nel Donbass con oltre 15mila morti,

-nel 2015 è  stato il difensore più forte dell’odiatissimo dittatore siriano Bashar al-Assad, cui ha fornito armi e uomini

– ha trescato con gli ayatollah di Teheràn,

– ha venduto sistemi di difesa missilistica ad uno stato membro dell’Alleanza Atlantica-la Turchia-,

– ha creato una base militare aerea in Libia a due passi da casa nostra,

-periodicamente  fa la voce grossa con le repubbliche baltiche  e, come se non bastasse,

-ha cercato di influenzare con attività informatiche le elezioni negli Stati Uniti, riuscendoci con Trump, fallendo con Biden ,

-stesso tentativo ha fatto contro Macron nel 2017 nelle elezioni presidenziali francesi

-si è liberato con disinvoltura di molti oppositori che risiedevano nel Regno Unito

-ha fatto arrestare il suo nemico giurato Navalny, sopravvissuto per miracolo ad un avvelenamento

-ha scatenato una guerra a base di incursioni informatiche ovunque sia possibile

-ha fatto ripartire la saga delle spie, culminata nella corruzione di un capitano di fregata italiano. E la lista è incompleta.

ABILITA’ DEL  CREMLINO E INSIPIENZA DELL’OCCIDENTE

Come sia stato possibile che , di fronte a questa escalation dell’aggressività russa,  gli Stati Uniti, l’Europa e la Nato si siano limitati solo alle sanzioni economiche nel caso della Crimea è un mistero. Ed è uno scandalo che un Paese cruciale come la Germania rischia di legare i suoi approvvigionamenti di gas al North Stream due, con grande gioia del Cremlino.

Putin fa il suo mestiere. L’Occidente no. Ha poco senso prendersela con l’attivismo dell’inquilino del Cremlino se poi gli si lascia fare quello che vuole e ci sono perfino partiti di governo, come la Lega che nel 2017 ha firmato un patto della durata di 5 anni di consultazione e scambio di informazioni con Russia Unita, il partito del Presidente…..

Putin ha scatenato una vera e propria seconda guerra fredda, molto più fredda della prima. Essa è basata non su un confronto militare diretto con l’Occidente ma sull’ attacco all’integrità democratica dei Paesi liberi, sulla politica del fatto compiuto, sulla conquista di spazi strategici lasciati liberi dall’insipienza soprattutto dell’Europa e sui Cavalli di Troia rappresentati da accordi economici allettanti per singoli Paesi occidentali.

Bisogna fare i complimenti al leader del Cremlino che in politica estera dimostra di avere una visione che dalle nostre parti manca. Solo una forte cooperazione euro-atlantica può aiutare a ricrearla. E bisogna fare presto.

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