mercoledì, 4 Agosto, 2021
Economia

Partite IVA senza “Sostegni” (e i loro mutui ripartono)

Non si placa lo stupore dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti che sono stati tagliati fuori dalle previsioni del DL “Sostegni”, soprattutto in relazione alla mancata proroga della moratoria dei mutui “prima casa”.

Le ultime misure in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici connesse all’emergenza da Covid-19 varate lo scorso 19 marzo, infatti, nulla prevedono circa la sospensione dei mutui per i lavoratori autonomi, beneficio accordato allo scoppiare della pandemia un anno fa ma ormai scaduto.

L’art. 54 del decreto “Cura Italia”, infatti, aveva allargato la platea degli ammessi al Fondo solidarietà mutui “prima casa” (il fondo che consente ai lavoratori dipendenti di beneficiare della sospensione del pagamento dei mutui al verificarsi di situazioni di temporanea difficoltà) anche ai lavoratori autonomi, ai liberi professionisti e agli imprenditori individuali. Queste categorie dovevano dichiarare di aver registrato un calo del proprio fatturato in conseguenza della chiusura della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dalle autorità per l’emergenza Covid.

Il beneficio – originariamente riservato solo alla perdita del lavoro dei lavoratori dipendenti – ha concorso a portare una boccata d’ossigeno a tanti piccoli imprenditori che, a causa dell’imprevedibile ondata pandemica, sono stati costretti a fermare le proprie attività. Il beneficio è rimasto valido, però, sino al 17 dicembre 2020, poi il nulla.

INTERVENIRE NELLA CONVERSIONE IN LEGGE

Ad esprimere perplessità, in generale, sulle misure a sostegno previste per i lavoratori autonomi è anche la Federala, la Federazione dei lavoratori autonomi e della piccola e media impresa, realtà promossa e costituita dal Movimento Cristiano Lavoratori: «È sicuramente un momento molto complicato per il lavoro autonomo e, di questo, né siamo un po’ tutti consapevoli come classe dirigente, politica e sindacale. Ciò non toglie che il Governo Centrale possa dimenticarsi di chi, da sempre, alimenta le casse della previdenza e del sistema Paese. Il Decreto “Cura Italia” ha avuto modo di guardare i lavoratori autonomi con un occhio diverso rispetto al nuovo Governo Draghi. Infatti con i ristori bene o male si è potuto ricavare un minimo di redditività per assolvere il mancato guadagno per i mesi in cui non si è potuto lavorare. Quello che oggi preoccupa è che tutti ne sono consapevoli ma nessuno al Governo si spende per poter intervenire con segnali tangibili a risollevare le sorti di milioni di piccoli imprenditori, ormai allo stremo.

Siamo profondamente consapevoli che dopo la cessazione del Decreto Legge che riguarda il blocco dei licenziamenti la questione diventerà ancora più calde perché si andrà a moltiplicare per dieci lo stato di disoccupazione in Italia. La stragrande maggioranza delle piccole e medie imprese cominceranno a licenziare, perché sarà praticamente impossibile tenere in forza lavoro, per ovvie ragioni, i propri dipendenti» ha affermato a La Discussione Leonardo De Marco, Segretario Nazionale Federala – Confsal, che ha continuato: «prevediamo che dal mese di luglio, al numero dei disoccupati di oggi, si aggiungeranno almeno altre 500.000 mila persone, trasformando la situazione da complicata a tragica. Come Federala – Confsal, stiamo insistendo con il Governo Centrale per rivedere tutta una serie di opzioni affinché venga scongiurata questa ipotesi. Il Governo deve rivedere, intanto, le situazioni che milioni di piccoli imprenditori hanno con le banche e fare in modo che con leggi mirate possano affacciarsi al credito agevolato per investimento a tasso zero oppure a fondo perduto al fine di poter rilanciare il sistema commercio autonomo».

E così, nel silenzio generale, la politica sembra dimenticarsi di milioni di partite Iva alle prese con una situazione incartapecorita su se stessa, non ultima quella dell’impossibilità di beneficiare della sospensione del proprio mutuo.

«Sappiamo per certo che molti piccoli imprenditori che a luglio cesseranno la propria attività, andranno ad alimentare il lavoro “nero”, mentre tanti altri chiederanno lo status di fallimento aziendale. Per cui la situazione è destinata a complicarsi ulteriormente» ha ripreso Leonardo De Marco. «Ma c’è di più: molti dei lavoratori dipendenti che verranno licenziati dovranno per questioni di forza maggiore trovare altri canali occupazionali per poter sbarcare il lunario, per cui riteniamo che in tantissimi si affacceranno nel mondo del lavoro attraverso l’apertura della partita Iva per poter produrre reddito e, sulla scorta di ciò, verranno catapultati in un circolo vizioso, un cane che si morde la coda. Saremo ancor di più nel caos più totale».

Qualche primo segnale politico, però, inizia a trasparire. Come riportato dal quotidiano LabParlamento, il Senatore Nicola Calandrini (FdI) ha assicurato il proprio sostegno alla delicata questione della sospensione dei mutui, affare da trattare nella Commissione Bilancio di Palazzo Madama (di cui egli è componente) all’interno del più articolato provvedimento della conversione in legge del decreto “Sostegni”.

lavoratori autonomi con Partita Iva sono tra le categorie che più stanno soffrendo, ormai da un anno, dal terremoto sanitario ancora in essere. Da qui l’appello di Federala affinché il Parlamento, in fase di conversione del decreto, si ricordi l’importanza del ruolo e dei bisogni dei piccoli imprenditori.

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