giovedì, 5 Agosto, 2021
Attualità

8 Marzo: tornano le farfalle gialle di Terezin a sostegno delle donne nei campi profughi

Era il 24 novembre 1941 quando inizia la deportazione di 15.000 bambini, in prevalenza figli di ebrei cechi, nel campo di smistamento di Terezin, a 60 km da Praga. La maggior parte di essi morì nel corso del 1944 nelle camere a gas di Auschwitz. Per nascondere alla Croce Rossa gli orrori dello sterminio, ai piccoli prigionieri vennero dati dei pastelli per colorare.
Una bambina disegnò una farfalla gialla che vola al di sopra del filo spinato, oggi simbolo di libertà e speranza per tutte le persone oppresse e perseguitate.

Farfalle su “Un ponte di corpi” per le donne migranti

Sotto il segno di quel potente simbolo, la nota associazione umanitaria Baobab Experience, che si occupa dei migranti in transito, quelli che attraversano l’Italia inseguendo il sogno del Nord Europa, per l’8 marzo ha organizzato le tappe di Roma e Ventimiglia all’interno della manifestazione internazionale “Un ponte di corpi”, una sorta di ponte umano ideale, che da Roma a Berlino ha visto la partecipazione di circa 3.000 persone, per ricordare le condizioni bestiali in cui vivono le donne nei campi profughi, soprattutto quelli ai confini della Croazia orientale, in cui gli agenti croati di frontiera derubano, picchiano, vessano, abusano e umiliano transitanti e richiedenti asilo, donne e bambini compresi, prima di respingerli illegalmente e costringerli a fare ritorno in Bosnia, feriti e denudati.

Scarica e leggi la denuncia di Baobab Experience all’ambasciatore croato.

La nostra farfalla gialla si chiama Afsaneh

L’idea del ponte umano – un riflettore acceso sulle condizioni delle donne in fuga dai loro paesi di origine – prende spunto da una storia vera, la storia di Afsaneh, una donna iraniana costretta a fuggire da casa al quinto mese di gravidanza e respinta da tutte le frontiere. “Ogni paese europeo, dalla Grecia alla Slovenia, ci ha espulso, lasciandoci soli e isolati. La nostra dignità è stata calpestata e siamo stati trattati come animali. Cerchiamo solo un luogo, dove poter condurre una vita tranquilla, liberi dalla paura di essere aggrediti o uccisi e dove la nostra dignità umana e sociale venga preservata. Vivo con la speranza di poter rivedere mio figlio. La mia priorità è di riappropriarmi di una nuova identità e di ottenere un documento valido che mi consenta di intraprendere la battaglia per riportare mio figlio da me. Non vedere le nostre famiglie fa male: è come essere morti e rinati in un altro mondo. Siamo torturati ogni singolo giorno: è più facile sopportare la rabbia di essere stati costretti a lasciare la propria terra che sentirsi invisibili, essere anonimi”, scrive Afsaneh in una lettera che scuote le coscienze e in cui racconta la sua storia.

Le nostre farfalle gialle sono anche tutte le donne impegnate nell’attivismo

“Per l’otto marzo abbiamo disegnato farfalle gialle – ci scrive Alice Basiglini, epidemiologa e portavoce di Baobab Experience – per ricordare il coraggio delle donne che cercano di volare via, oltre gli steccati, sognando una vita migliore per sé e i propri figli. Afsaneh è una donna fuggita dal patriarcato, dalla violenza di una società maschilista e soffocante, da una dimensione familiare liberticida. Perché chi fugge, lo fa sempre sulla base di una scelta privata e sofferta. Ma le nostre farfalle gialle sono anche tutte le donne impegnate nell’attivismo, che dedicano tempo e intelligenza alla lotta per la libertà di movimento e per i diritti delle persone migranti, sfidando la criminalizzazione della solidarietà, che permea le nostre leggi e una parte del senso comune”.

Parole forti accompagnate da quelle del presidente Andrea Costa dalla tappa di Ventimiglia, dove la rotta balcanica incontra la rotta mediterranea. Una frontiera interna all’Unione Europea, dove avvengono quotidiani respingimenti da parte della polizia francese di donne, uomini e anche minori non accompagnati verso l’Italia: “Un luogo di tratta e di traffico di esseri umani, perché è questo che produce la deresponsabilizzazione istituzionale: laddove non c’è la libertà di movimento e la garanzia di passaggi sicuri, c’è l’abuso. Siamo qui per dare testimonianza e denunciare le violenze occulte e per garantire safe passage a tutte le persone in transito da Roma a Ventimiglia, nell’ultimo tratto delle rotte, verso una vita migliore”.

“Che la farfalla gialla voli sempre sopra i fili spinati.…”

Questo l’augurio pronunciato dalla senatrice a vita Liliana Segre al Parlamento europeo nel giorno della Memoria di quest’anno, seguito da una standing ovation: “Il mio è un semplicissimo messaggio di nonna per i miei futuri nipoti ideali: spero siano sempre in grado di fare la scelta ed essere come la farfalla gialla, che vola sopra i fili spinati.”

 

Sponsor

Articoli correlati

Immigrazione: Open Arms, sbarcate con urgenza 13 persone

Redazione

Aiutiamoli a casa loro

c. a.

Immigrazione: Papa “Garantire a tutti diritti fondamentali e dignità”

Redazione

Lascia un commento