domenica, 11 Aprile, 2021
Lavoro

Il 30% dell’occupazione dipendente è a tempo parziale

Più volte interessato da interventi di riordino, negli ultimi 20 anni il lavoro part time si è rapidamente diffuso e ha anche rappresentato uno strumento di politica attiva del lavoro per il rilancio dell’occupazione.
In media – secondo i dati Istat -, nel 2019, il 30% dell’occupazione dipendente è a tempo parziale, quota che dal 13% nell’industria sale al 37% nei servizi di mercato, per raggiungere il 56% nei servizi personali e sociali.


Fino al 2008 l’occupazione full time è rimasta sostanzialmente stabile nell’industria, mentre è rapidamente cresciuta nei servizi di mercato.

La successiva fase recessiva ha progressivamente ridotto l’occupazione a tempo pieno, in particolare nell’industria, e solo dal 2015 si osserva una ripresa, più accentuata nei servizi, anche per effetto degli interventi di rilancio occupazionale messi in atto.

La componente part time registra, invece, una crescita ininterrotta a partire dal 2000 che ha permesso di attenuare il calo dell’occupazione complessiva, soprattutto nelle fasi di maggior depressione. La crescita è stata più rapida nel comparto dei servizi e, in particolare, nei servizi personali e sociali, dove la prevalenza di contratti a tempo parziale si associa a una dinamica occupazionale sempre positiva.

Nel 2015 circa la metà dei casi (45,4%) delle posizioni full time sono nell’industria e l’altra metà (54,6%) nei servizi; tuttavia le posizioni a tempo parziale rappresentano circa l’85% delle posizioni totali nei servizi. Un terzo (33,5%) delle posizioni full time sono nella manifattura, il settore con maggior peso occupazionale tra le imprese italiane; nei servizi di mercato si trova il 49,2% delle posizioni full time e la quota maggiore si rileva nel commercio (15,1%).

Il valore più basso in termini di full time si rileva nel settore delle attività immobiliari, in cui è occupato lo 0,4% del totale delle posizioni dipendenti a tempo pieno. Infine, il 5,4% dei full time riguarda il settore dei servizi privati, personali e sociali.
In particolare, il 3% è occupato nella sanità e assistenza sociale. Nei servizi di mercato, che occupano il 69,2% delle posizioni part time, la quota più elevata si re-gistra per il commercio, con il 21,9%. I settori dell’industria e dei servizi di mercato occupano l’84,2% delle posizioni part-time del totale economia.

Più rilevante rispetto a quella dei full time è l’incidenza dei part time nel settore dei servizi privati, personali e sociali, pari al 15,8%. In media 2015, nel totale economia le posizioni a tempo parziale rappresentano poco più di un quarto (27,8%) del totale delle posizioni. L’incidenza è più alta nei servizi dove il part time caratterizza il 37,4% delle posizioni totali, e scende all’11,3% nell’industria.

Dal 2000, si possono osservare almeno cinque fasi cicliche che hanno caratterizzato sia l’industria che i servizi. La prima fase, che termina nel 2004, evidenzia livelli di crescita occupazionale che oscillano tra i due e i tre punti percentuali, con almeno due fasi di particolare espansione: gli ultimi due trimestri del 2002 per entrambi i macro settori, l’anno 2003 nell’industria e l’anno 2004 nei servizi. La seconda fase ciclica si estende dal 2006 al 2008 ed è caratterizzata dalla massima espansione dell’occupazione sia a tempo pieno che a tempo parziale: nel 2007 si registra la crescita più forte, con i part time che superano in media il 14% e i full time il 2,5%.

A partire da metà 2008 l’occupazione inizia a scendere in misura molto rilevante, avviando la terza fase ciclica del periodo considerato: l’occupazione si riduce progressivamente e raggiunge i tassi di contrazione più rilevanti tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010.

Nel corso del 2015 si avvia la quarta fase ciclica nell’evoluzione dell’occupazione dipendente, fase che perdura fino al primo trimestre del 2020. Si osserva una decisa ripresa dell’occupazione, che raggiunge il valore massimo di crescita nel primo trimestre del 2016 (quasi 4 punti per la crescita totale, oltre il doppio part time e poco più di 2 punti full time) sia nell’industria sia nei servizi di mercato, tanto per la componente part time che per quella full time.

Infine, nel secondo trimestre 2020, l’emergenza sanitaria colpisce in modo drammatico entrambi i settori dell’industria, con particolari effetti sulle posizioni part time. Una forte ripresa dell’occupazione si osserva nelle costruzioni nel III trimestre 2020 (+2,9%), per effetto di un rilancio dell’attività produttiva in questo settore che coinvolge sia l’occupazione a tempo pieno (+3,2%), sia i part time (+0,7%).

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