sabato, 17 Aprile, 2021
Politica

L’agenda pesante del Governo Draghi

Dopo 20 giorni di intenso lavoro tra consultazioni, giuramento, fiducia dalle Camere ed, in ultimo, la designazione dei 39 Sottosegretari il governo è al completo.

Le aspettative sulla persona del Presidente del Consiglio Draghi e sul Governo sono tante sia dal mondo politico e sia dalla collettività nazionale.

Il Governo Draghi è costituito da una coalizione di ben nove partiti (M5S, FI, Lega, PD, IV, LeU, + Eu, Ncl e CD), con l’appoggio esterno di: Az, C!, PSI, UdC, PP-AP, PATT, SVP, CpE, IDeA, RI, NPSI, SF, Mod, PP, PSd’Az, PAIE ed USEI. 

I temi in agenda politica e di governo sono davvero tantissimi. 

Certamente il Paese ha bisogno di impellenti risposte su fondamentali settori che riguardano la vita di ciascuno di noi, tra cui la salute, colpita da questo male invisibile.

È d’obbligo, quindi, dare la priorità al piano vaccinazioni, ai ristori alle imprese ed a quelli che hanno perso il lavoro; occorre mettere in sicurezza la ripresa delle attività scolastiche nel ciclo integrato tra famiglie, trasporto e scuola, nonché la protezione delle fasce deboli in tutte le età.

C’è in calendario la riforma del fisco che ha ripercussioni dirette ed immediate sulle entrate e sulle uscite dello Stato e sulle conseguenti competenze delle Regioni, dei comuni e degli altri Enti territoriali per i servizi che ciascuno deve garantire alla collettività.

Non essendo ancora maturi i tempi per l’auspicata flat tax, bisogna trovare intese sulla progressività sancita nell’articolo 53 della Costituzione per alleviarne la pressione, rivedendo le aliquote ed i relativi scaglioni, intervenendo sul criterio della determinazione del reddito complessivo e sui principi delle detrazioni e delle deduzioni.

L’aliquota massima si ferma a 75 mila euro, mentre vi sono redditi da lavoro dipendente multipli di tale importo. 

Si potrebbero introdurre due sistemi impositivi diversi di tassazione rispettivamente per i redditi da lavoro dipendente e per le imprese e lavoratori autonomi, con particolari agevolazioni per la famosa impresa familiare, per il piccolo imprenditore e per l’imprenditore agricolo.

Occorre, nel contempo, sviluppare una seria ed incisiva lotta all’evasione fiscale, al recupero delle sacche di elusioni, al sommerso ed alla emersione del lavoro nero. Occorre, altresì, stabilire una più marcata definizione del concetto di domicilio fiscale ed intervenire sulla spinosa questione dei paradisi fiscali e del rientro dei capitali dall’estero.

C’è bisogno, quindi, di un cambio di rotta di tutte le forze politiche, di quelle sindacali e delle principali organizzazioni degli industriali, del commercio e dei servizi, compresi quelli bancari e di intermediazione finanziaria.

È, altresì, necessario intervenire sul titolo V della Costituzione per rivedere la competenza legislativa Stato-Regioni, specie con riguardo alla sanità e all’ambiente, per la progettazione ed esecuzione di grandi opere e conseguente sfruttamento del suolo, specie sul fronte dello smaltimento dei vari tipi di rifiuti.

La semplificazione della pubblica amministrazione e delle procedure degli appalti e delle pubbliche forniture sono sicuramente punti essenziali da cui partire.

Certamente occorre che le forze politiche, specie quelle caratterizzate da partiti che fungono da ago della bilancia, nati non da consensi e meccanismi elettorali, ma da scorpori di altri partiti, non si discostino o si disperdano eccessivamente dall’interesse generale e prioritario della collettività nazionale.

È importante una doverosa unità di intendi e di condivisione con le forze sindacali e di categoria senza appigli o accanimenti tra “ius soli” e “ius sanguinis”; nessuna discriminazione ma neanche posizioni rigidamente ideologiche che possano esasperare il clima nella collettività sia degli adulti e sia delle giovani generazioni, specie negli ambienti scolastici e sui luoghi di lavoro, ove in questi ultimi il “caporalato” la fa da padrona e spesso diventa di supporto e complice della criminalità organizzata.

C’è il fondato sospetto che molti rimarranno delusi di questo Governo piglia-tutti, alcuni potranno pentirsi di aver scomodato il Professor Mario Draghi, mentre altri rimpiangeranno l’avvocato del popolo.

Ad ognuno il proprio destino; il tempo è sempre galantuomo.

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