giovedì, 5 Agosto, 2021
Economia

Recovery Plan, Stoppani (Confcommercio): “Investire sul terziario”

Dubbi più che certezze. Dopo gli apprezzamenti emergono le incertezze sul nuovo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. C’è il nodo irrisolto del lavoro professionale autonomo, così come la bozza, secondo la Confcommercio, deve essere migliorata nel dare più spazio al versante imprese.

“Il Piano affronta con maggiore dettaglio il tema della riforma della giustizia, fa solo cenno al mercato del lavoro”, osserva Lino Stoppani, vicepresidente di Confcommercio, “con riferimento alla riforma degli ammortizzatori sociali, e fa altri cenni in materia di maggiore concorrenza e di riforma della Pubblica amministrazione e del sistema fiscale. Nel complesso è poco”. La situazione quindi malgrado gli annunci positivi sul rilancio dell’economia con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la situazione rimane incerta, ancora da definire, tanto che il vice presidente della Confederazione non nasconde alcuni limiti.

“È poco per la stima di impatti significativi e durevoli delle riforme, ed è poco rispetto al riconosciuto ruolo catalizzatore delle riforme rispetto al Piano nel suo complesso”, commenta Lino Stoppani, “È necessario un intervento complessivo sul sistema tributario che escluda il cambiamento di tasse una alla volta”.

Lo scenario pandemico ed economico non lasciano presagire nulla di rapido ed efficace nell’uscire dalla crisi. Il percorso sarà ancora lungo e in salita. La prima questione sono le riforme, per ora annunciate ma nessuno sa quando approderanno alla realtà dei fatti. Tra le questioni sul tavolo gli aiuti alla categoria del commercio che per Confederazione è una priorità.

“Ribadiamo la necessità di investire sull’economia del terziario di mercato, particolarmente colpita dall’impatto dell’epidemia”, insiste il vicepresidente di Confcommercio, “si pensi a un progetto di resilienza per il modello italiano di pluralismo distributivo”. Più che esaltazioni miracolose di svolte che per ora non si intravedono quello che chiedono i commercianti è prudenza unita a sostegni economici ben definiti.

“Per gli effetti sulla crescita, le quantificazioni sembrano prudenziali anche secondo le ultime stime”, rivela Stoppani, “Vanno sottolineate le criticità sul ciclo di attivazione degli investimenti pubblici nel nostro Paese, il che rende davvero opportuna la prudenza, e l’esigenza del rilancio degli investimenti privati in una prospettiva di necessario cambiamento”. Infine l’appello per il settore del turismo travolto dalla pandemia.
“Urgente, infine, il rilancio del turismo”, conclude il vicepresidente di Confcommercio, “accanto a un progetto per la resilienza del modello italiano di pluralismo distributivo chiamato al confronto con le sfide della multicanalità e del rinnovamento del rapporto con territori e città, anche secondo un concetto di ‘rigenerazione urbana’ che si integri compiutamente con le ragioni della rivitalizzazione del tessuto economico e sociale”.

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