sabato, 24 Agosto 2019
Montagne russe
Editoriale Società

Business divertimento: prima industria italiana

Il divertimento in Italia è la prima industria: 71 miliardi di fatturato; 19 milioni le persone in cerca di emozioni. Un business aperto a tutti i gusti: dal brivido più estremo, a chi desidera silenzio e pace; per quanti cercano il caos frenetico a chi vuole starsene seduto a contemplare tramonti. Le notti folli in discoteca a tutta birra fino a chi ascolta musica in teatri e salotti ovattati; la folla delle estati delle degustazioni di Calici sotto le stelle, e quelle delle oasi naturaliste, chi cerca un profondo dirupo da cui buttarsi a capofitto.

Chi vuole mangiare bene senza curarsi della circonferenza e chi cura esclusivamente il corpo e punta su magrezza e pelle tirata. Ecco, a farla breve, l’Italia del divertimento che muove 71 miliardi di euro l’anno, (più di tre manovre finanziarie messe assieme). Un frenetico giro tondo che coinvolge attivamente 19 milioni di persone che cercano la fuga dalla routine alla conquista di emozioni contrastanti. Sono cifre che accomunano le notti della movida a quelle delle oasi naturalistiche. Passando per i consumi al bar, in pizzeria, ristoranti, chioschi. Tutto il circo del divertimento, quello che inizia con il calare del sole fino all’alba successiva, coinvolge un milione e mezzo di occupati stabili più una cifra incalcolabile di lavoratori saltuari e a tempo determinato.

Quella del tempo libero, per posti di lavoro, fatturato e innovazione, è il settore produttivo più grande d’Italia. Business che non ha mai conosciuto crisi ed è in costante espansione, con settori come l’industria del divertimento notturno che resta il parco giochi più imponente per persone coinvolte e soldi spesi. Divertimento e movida che permettono a far restare in vita ristoranti, attività commerciali, e cronaca nera – con lo strascico di tensioni tra il popolo della notte e quello del giusto riposo -.

Si spende anche in cultura settore che resta ancora vivo grazie alla spinta propulsiva di tutto il resto. Suddividendo il giro d’affari di bar, discoteche, locali serali si arriva a 5,3 miliardi di euro, contribuendo ai 37 miliardi di fatturato di negozi e centri commerciali e ai 17 miliardi registrati per la sola ristorazione. In questa allegra, simpatica sarabanda c’è posto per un indotto come i trasporti, dai taxi al car sharing in particolare, con un fatturato 2,5 miliardi.

Poi la cultura con cinema, teatro e sale concerti, spettacoli che fanno girare 1,4 miliardi. A queste cifre va aggiunto il settore del fitness – in espansione – che porta nel calderone del divertimento-tempo libero e cura della persona, altri 4 miliardi l’anno. In crescita, e per gli analisti con margini economici considerevoli, tutto il settore dei parchi del divertimento e quelli naturalistici che ha un indotto di 800 milioni l’anno. In Italia ci sono 230 strutture tra parchi tematici, acquatici e faunistici. In questo settore naturalistico nel 2017 il giro d’affari è stato di 376 milioni di euro, con 18,4 milioni di ingressi venduti e un tasso di incremento che sfiora il 10%.

Per contrasto, accanto ai parchi naturalistici ci sino quelli dell’adrenalina pura: giostre sempre più estreme e pericolose. Incredibile per chi ha timore delle giostre da capogiro, ma esiste per gli appassionati del genere, una banca dati per le montagne russe, con tutte le possibilità – che solo a pensarle farebbe venire i tremori – rotaie ad inversione e quindi capovolgimenti a testa in giù sospesi a precipizio. Una forma di divertimento che attira sempre più appassionati, che amano il pieno di adrenalina.

Non è finita c’è il grande richiamo dei Parchi per bambini e genitori gli esempi riusciti in Italia sono una decina, alcuni di livello internazionale come il Mirabilandia e il Rainbow MagicLand. In totale, secondo i dati di Unionparchi il business vale 350 milioni con oltre 10 milioni di visitatori. Nella ampia gamma di giochi ci sono quelli tecnologici e acquatici, poi i parchi avventura con percorsi acrobatici in altezza si possono testare capacità e coraggio.

Sui torrenti è di moda il rafting, kayak, sugli strapiombi il bungee-jumping. Vicino a Biella, a Veglio-Mosso, il primo bungee center italiano, il salto è di 152 metri. Ma siamo certi che in molti preferirebbero andare in Svizzera e lanciarsi dai 220 metri della diga della Verzasca.

Per Ferragosto, crisi o non crisi di Governo, ci sarà il pienone ovunque.

The show must go on.

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