lunedì, 20 Settembre, 2021
Economia

Ipotesi 1000 euro per lavoratori e professionisti senza partita Iva. Pronto il Ristori 5, con 32 miliardi di aiuti

Una idea si fa strada per dare un aiuto a quanti hanno lavori saltuari, per loro il sussidio anche a chi non possiede una partita Iva. L’ipotesi è sulla ridefinizione del Decreto Ristori 5, il nuovo governo valuta se concedere il Bonus 1000 euro ampliando il beneficio a quei cittadini che finora pur avendo subito danni non rientravano nei requisiti previsti a sostegno dei lavoratori autonomi. La prossima imminente mossa dell’esecutivo Draghi però potrebbe essere quella di dare il sussidio anche a chi non possiede una partita Iva.
Il problema si è posto negli ultimi giorni quando con l’impennata dei contagi e le varianti la situazione per molti si è fatta più difficile, per questo si sta pensando a iniziative straordinarie per arrivare a quei settori sociali prima esclusi. Stando alle notizie certe, il nuovo Ristori 5 aveva avuto in linea di massima il via libera dal parlamento e dal governo Conte, con uno scostamento di bilancio da 32 miliardi di euro. Con il nuovo esecutivo Draghi e con l’aggravarsi della pandemia con i relativi blocchi la nuova versione del provvedimento, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe inserire: contributi a fondo perduto per chi è senza codice Ateco, bonus 1000 euro per partite Iva, lavoratori stagionali, autonomi e intermittenti. Si tratta di lavoratori e categorie che non avevano nel 2020 ottenuto indennizzi in quanto non ne avevano diritto. Ora si calcola che proprio questi lavoratori siano in particolari difficoltà più di molti altri che hanno avuto dei sostegni. Stando sempre alle ipotesi rimbalzate in queste ore, per ottenere il sussidio di mille euro i lavoratori devono essere in possesso di una partita Iva da almeno 3 anni, con reddito annuo inferiore ai 50mila euro, versamento regolare dei contributi e con una perdita di fatturato di almeno il 33% nel 2020 a causa della pandemia Covid. C’è però la novità. Una parte dei fondi dovrebbe essere
riservati agli autonomi privi di partita Iva, non iscritti alle forme previdenziali obbligatorie ma alla Gestione Separata, con almeno un contributo mensile e titolari di contratti autonomi occasionali.
Per i precari, gli stagionali, i professionisti e gli autonomi senza partita Iva sarà però richiesto di poter dimostrare un contratto di lavoro attivato tra il 1° gennaio e il 29 ottobre 2020. Infine, per gli iscritti alla gestione separata Inps dovrebbe essere necessario almeno un mese di contribuzione.
Altre misure cruciali che in sintesi dovrebbero essere contenute nel Decreto Ristori 5 saranno anche la proroga della cig Covid e del blocco dei licenziamenti, oltre a una estensione delle scadenze di Naspi e del Rem. Altro capitolo che è di grande portata sociale è la caldeggiata pace fiscale 2021, con la rottamazione delle cartelle esattoriali e nuovo saldo e stralcio. Ipotesi e aggiustamenti che dovranno essere confermate nelle prossime ore.

Sponsor

Articoli correlati

L’incubo coronavirus azzera le vecchie paure degli italiani. Cambia la classifica dei timori mentre salgono intolleranza e razzismo

Maurizio Piccinino

Caselli: Mafia 2020 e “tagliando normativo”

Tommaso Marvasi

Confindustria. Nuovi dati, scende ancora la produzione industriale

Maurizio Piccinino

Lascia un commento