lunedì, 20 Settembre, 2021
Economia

Lombardia, economia cresce a fine 2020, ma resta -9,8% in un anno

La produzione manifatturiera lombarda segna una crescita congiunturale nell’ultimo trimestre del 2020 (+2,7%) ma lo scorso anno si è chiuso con un calo annuo della produzione industriale del -9,8%. Un dato positivo è l’aumento degli ordini esteri, sebbene la domanda interna resta fondamentale per la ripresa economica. Nel comparto artigiano si confermano maggiori difficoltà così come per il sistema moda.

Sono alcuni dei numeri emersi questa nel corso della streaming di presentazione dell’ ‘Andamento economico delle imprese industriali e dell’artigianato lombarde nel quarto trimestre del 2020′, elaborato “Nel quarto trimestre la produzione del settore manifatturiero lombardo recupera ancora- dichiara il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio-. L’incremento dell’indice della produzione è +2,7% rispetto allo scorso trimestre per l’industria e +0,2% per l’artigianato.

Questa crescita congiunturale interessa sia la domanda interna che quella estera e anche il fatturato si allinea alle altre variabili: l’aumento rispetto al trimestre precedente è del +4,3% per le aziende industriali e del +0,8% per le artigiane. Complessivamente il 2020 si chiude con una perdita produttiva media annua del -9,8%, risultato migliore delle previsioni di inizio pandemia. Migliorano anche le aspettative degli imprenditori sia per la produzione che per la domanda, soprattutto estera”.

Rispetto allo stesso trimestre del 2019 nell’industria incrementano la produzione i mezzi di trasporto (+6,3%), la gomma-plastica (+0,6%) e i minerali non metalliferi (+0,4%). La ripresa della domanda estera interessa la maggior parte dei settori e in particolare i mezzi di trasporto (+21,5%), che registrano incrementi a due cifre anche per la domanda interna (+16,0%). Per il fatturato, guidano la ripresa settoriale proprio i mezzi di trasporto (+13,0%) con incrementi anche per gomma-plastica (+2,6%) e legno-mobilio (+1,8%). Rimangono in forte contrazione questo trimestre i settori del comparto moda e in particolare il tessile con tutte le variabili con cali a due cifre: produzione -17,7%, fatturato -15,5%, ordini interni -13,6% e ordini esteri -14,2%. Appena più contenute le contrazioni dell’abbigliamento: produzione -18,3%, fatturato – 4,7%, ordini interni -17,5% e ordini esteri -13,0%. Infine il settore delle pelli-calzature riesce a risalire in positivo per gli ordini esteri (+4,3%), ma continua a perdere per ordini interni (-9,5%) produzione (-10,9%), fatturato (-6,8%). Complessivamente il 2020 chiude in negativo con perdite produttive per tutti i settori industriali. Il comparto moda conferma le forti contrazioni che vanno da -23,6% (variazione media annua) di pelli-calzature al -22,3% per il tessile e -18,2% per l’Abbigliamento. Più resilienti invece la chimica (-5,6%) e l’alimentare (-3,1%). Il quadro settoriale dell’artigianato mostra in significativo recupero dei livelli produttivi solo la gomma-plastica (+4,0% tendenziale) e la siderurgia (+1,1%).

Il dato medio generale del trimestre nasconde andamenti disomogenei non solo a livello settoriale ma anche tra le stesse imprese: le aziende industriali che segnalano una forte contrazione produttiva scendono al 42% (erano il 71% nel secondo trimestre, il dato peggiore dell’anno) mentre quelle che indicano incrementi di produzione superiori al 5% salgono al 32% (erano il 16% nel secondo trimestre).

L’andamento per l’artigianato è simile, con la quota di aziende in forte contrazione al 46% e quelle in crescita al 31%. In media d’anno la domanda interna è calata del -8,9% e quella estera del -6,4%. Per l’artigianato i risultati si differenziano maggiormente per i due mercati, con una maggior sofferenza per il mercato interno (-6,8%) e un risultato positivo per l’estero (+3,3%).

Migliorano tuttavia le aspettative degli imprenditori sull’andamento della domanda, con quelle relative ai mercati esteri che raggiungono l’area positiva. Anche se le aspettative sulla domanda interna migliorano, presentano ancora una prevalenza di giudizi negativi.

Sul fronte dell’ occupazione l’industria presenta un saldo negativo contenuto (-0,3%) grazie all’irrigidimento generale del mercato del lavoro dovuto ai provvedimenti legati all’emergenza sanitaria, con il tasso d’uscita al 2,1% e il tasso di ingresso all’1,8%, entrambi in crescita rispetto al trimestre precedente. Diminuisce ancora il ricorso alla cassa integrazione: la quota di aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione scende al 29% e la quota sul monte ore torna al 3,3%.

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