domenica, 19 Settembre, 2021
Lavoro

Il caso. Commercio, nuovo contratto per 3 milioni e mezzo di lavoratori. Priorità al dialogo, “Situazione dura per tutti”

Sarà una contrattazione difficile, che riguarda tre milioni e mezzo di persone. Trattativa ad ostacoli e con molte incertezze tra le posizioni, con la novità che prevale il dialogo. Sotto il segno di una pandemia che ha travolto il settore commercio e che sarà dura la risalita alla normalità.
Con queste premesse ha preso il via in videoconferenza, il confronto per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro del Terziario Distribuzione Servizi per i dipendenti da aziende associate alla Confederazione, scaduto il 31 dicembre 2019. Un rinnovo che coinvolge una vasta platea di lavoratori del settore privato in Italia, con oltre 3milioni e mezzo di addetti dai lavoratori dell’Ict a quelli dell’e-commerce, dagli addetti alle vendite ai cassieri fino ai magazzinieri.
I sindacati, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno presentato all’associazione degli imprenditori di settore i contenuti del documento unitario per l’avvio del tavolo negoziale. Le Organizzazioni sindacali non sono sul piede di guerra perché ricordano per primi lo “scenario economico che riflette inevitabilmente gli effetti della crisi pandemica” ma, nel contempo, chiedono molte garanzie, sui temi legati a salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, l’introduzione di nuove tutele e garanzie per la conciliazione dei tempi di vita e tempi di lavoro. Più attenzione al welfare, alla formazione ed alla rivisitazione delle professionalità nei sistemi di classificazione come al contrasto al divario e alla violenza di genere. Riflettori accesi anche sugli incrementi di salario ma anche sul lavoro agile, oltre ad un focus sulle attività terziarizzate, soprattutto alla luce delle riorganizzazioni che le imprese dei servizi e del commercio stanno realizzando su vasta scala. 
La via del dialogo e dei toni concilianti aperti alla trattativa è stata scelta anche da Donatella Prampolini, vice presidente di Confcommercio e presidente della Commissione sindacale Confcommercio.
Anche lei ha ricordato che si è “tutti consapevoli del contesto in cui si inizia questo percorso non usuale di costruzione”. La versione delle imprese però è più attenta al futuro a quel “gettare le basi”, come ha detto Prampolini, per dare modo alle imprese di essere pronte quando l’economia riprenderà il suo cammino. Nessuno aggiramento dei problemi, tanto che vice presidente di Confcommercio e presidente della Commissione sindacale Confcommercio, ha ribadito che le aziende interpreteranno
fino in fondo il ruolo di rappresentanza datoriale matura che si prende la responsabilità di tenere un dialogo aperto. “seppur nella consapevolezza che il percorso non sarà breve, né privo di ostacoli determinati dalla più grande crisi economica che abbia mai interessato il Paese”, ha fatto presente Donatella Prampolini.
In questo clima dialogante emerge anche un senso di reciproche intenzioni a fare meglio e di più in un momento difficile per tutti. Così la contrattazione tra imprese e sindacati sono diventate un luogo di miglioramento sociale ed economico del Paese “di rara efficacia e diffusione”. A dirlo è il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli che ha lanciato il nuovo corso delle relazioni sindacali presentando il libro “Scomode verità” di Alberto Brambilla, docente universitario, presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, già sottosegretario al Welfare.
“Le ‘Scomode verità’ del professor Brambilla”, ha commentato Sangalli, “offre una chiave di lettura inaspettata e quindi molto interessante di problemi mai risolti della società italiana”. Tra questi, secondo Sangalli, ci sono “il debito pubblico, la sua sostenibilità e compatibilità con un grande sistema di welfare” e poi “la demografia e le riforme sbagliate o mancate degli ultimi decenni”. Si va, secondo il presidente di Confcommercio dall’opportunità di rendere le tasse convenienti da pagare alla necessità di contribuire alla sostenibilità del debito pubblico con previdenza alternativa e complementare, fino alla possibilità di progettare soluzioni di welfare nuove, “Tutto questo”, secondo il presidente di Confcommercio “trova nei nostri contratti collettivi di lavoro un luogo di miglioramento sociale ed economico del Paese di rara efficacia e diffusione”.
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