lunedì, 27 Settembre, 2021
Economia

Ue, Italia seconda per recupero ore lavorative a fine 2020

Nel terzo trimestre del 2020 l’allentamento delle misure di contrasto al Covid-19 negli Stati membri dell’Unione europea ha portato a una parziale ripresa del mercato del lavoro nell’Ue. L’Italia, in particolare, nel contesto europeo registra il maggiore calo della fragilità del mercato del lavoro.
E’ quanto emerge da uno studio dell’Eurostat.
In generale, nel terzo trimestre dell’anno, rispetto al secondo trimestre, la fragilità del mercato del lavoro e’ cresciuta in 14 paesi membri, e’ rimasta stabile in cinque e si e’ ridotta in otto. La maggiore crescita viene riportata in Estonia, seguita da Francia, Lituania e Portogallo. L’Italia, invece, registra la più alta riduzione (-1.7 punti percentuali), seguono Austria, Irlanda, Ungheria e Bulgaria. L’Austria, inoltre, registra la migliore crescita nell’occupazione.

Tutti i Paesi membri, tranne la Svezia, hanno potuto contare su un recupero delle ore lavorate tra il secondo e il terzo trimestre del 2020. L’Italia e’ tra gli Stati che fanno meglio: con un aumento del 28.3%, per ore lavorate, il Belpaese si posiziona al secondo posto dopo la Grecia (+33.4%). Seguono Spagna, Portogallo e Cipro. Tuttavia, il totale delle ore lavorate in Europa non e’ tornato ai livelli osservati nello stesso periodo del 2019.
In base ai dati Eurostat, inoltre, nel terzo trimestre del 2020 avevano un lavoro 188 milioni di persone mentre 14,8 milioni erano gli europei disoccupati. In generale, in tutta l’Ue nel periodo considerato sono cresciute sia l’occupazione che la disoccupazione. A contribuire a questo incremento, secondo l’Eurostat, anche la possibilità per le persone di rientrare al lavoro e il ritorno alla ricerca del lavoro per coloro che nei mesi precedenti non potevano o non erano disponibili.

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