domenica, 28 Febbraio, 2021
Ambiente

Aria inquinata. Allarmi UE inascoltati, l’Italia con le città più a rischio. Salgono patologie sanitarie e costi economici

Sponsor

Non ci sono prove certe, con evidenze scientifiche univoche, ma gli indizi che la pessima qualità dell’aria che si concentra nelle città, innesca più contagi e malesseri con patologie respiratorie gravi, è un dato che non è più possibile ignorare.

Una situazione allarmante che indica come l’inquinamento atmosferico sia la quarta causa di morte a livello mondiale. Anzi, addirittura secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, sarebbe la prima causa di decessi prematuri dovuti a fattori ambientali nel continente. Difatti vengono imputate all’inquinamento dell’aria 500mila morti premature l’anno, di cui circa 400mila solo negli stati membri dell’Unione europea. “Questo anche perché”, si ricorda nel rapporto dell’Eea, “due terzi delle città infrangono gli standard sulla qualità dell’aria stabiliti dall’Organizzazione mondiale della sanità”.

Malgrado i dati così allarmanti l’Italia rimane sorda anche ai richiami e alle multe europee per infrazioni sui livelli alti delle polveri sottili. I dati dell’inquinamento certificano ritardi, errori e leggi inapplicate. Nelle grandi vie urbane di comunicazione polveri sottili (Pm10, Pm2,5) e biossido di azoto (NO2) superano di molto i livelli di guardia. L’Europa ha posto in infrazione l’Italia  per la cattiva qualità dell’aria con una condanna. Tuttavia prima della multa la Commissione europea ha in diverse occasioni sollecitato l’Italia ad adottare misure appropriate per il rispetto dei valori limite, ma tutto è stato invano. Non c’è verso per iniziare a discutere di un cambio di organizzazione per la mobilità urbana, attraverso l’utilizzo di mezzo meno inquinanti e di sistemi di riscaldamento meno impattanti. In Europa i Paesi sono attrezzati da tempo per ridurre un fenomeno non solo estremamente pericoloso per la salute ma anche un danno enorme per l’ambiente e le casse degli Stati. L’aria inquinata costa a un cittadino europeo circa 1.276 euro all’anno. Ed è il dato principale che emerge dallo studio dell’Alleanza europea per la salute pubblica (Epha) che ha calcolato il valore di morte prematura, cure mediche, giornate lavorative perse e altre spese sanitarie causate dai tre inquinanti più pericolosi: particolato, ozono e biossido di azoto. Lo studio, commissionato dall’Agenzia all’istituto di ricerca “Ce Delft” spiega bene la situazione.

Nella indagine, infatti, sono state prese in esame oltre 400 città e prodotti inquinanti che gravitano nell’aria dei centri urbani, particelle che sono un costante rischio per le popolazioni. L’Italia in questa graduatoria è quella dove l’inquinamento è maggiore con l’aggravante che anche i costi sono al top. Così se la media europea per cittadino è di 1.276 euro, in Italia l’inquinamento impatta sui conti dei cittadini per 1535 euro a testa all’anno. Con punte incredibili come quella di Milano, dove addirittura, lo smog ha un costo pro capite di oltre 2800 euro all’anno. Dato che porta la capitale Lombarda ad avere il secondo dato più alto d’Europa. Sebbene Bucarest in Romania sia in cima alla classifica europea per i costi più alti dell’inquinamento, le città italiane scalano negativamente le prime dieci posizioni.

Dopo Milano spicca Padova, al terzo posto con 2455 euro; a seguire Venezia e Brescia, rispettivamente sesto e settimo posto, con 2106 euro. Poi, Torino al nono posto con 2076 euro. E sono sempre italiane le città con altri record sono tutte italiane le cinque città più inquinate da ozono (O3). Eccole: Brescia, Lecco, Bergamo, Milano, Piacenza. Poi ci sono dati che preoccupano per morbilità, ovvero la frequenza percentuale di una malattia in una collettività, in questo caso Sassari figura in Europa, al quinto posto per morbilità. Se, invece, si guarda ai costi totali nella penisola c’è Roma che globalmente ha un impatto di oltre 4 milioni di euro di danno annuale legato all’inquinamento atmosferico, seguita da Milano con 3,5 milioni di euro e Torino più di 1,8 milioni di euro.

Sponsor

Articoli correlati

Problemi e pregiudizi

Giampiero Catone

Fondi UE trascurati

Redazione

Nuovo orizzonte Italia – Ue

Antonio Falconio

Lascia un commento

Questo sito web utilizza i cookies per migliorare l'esperienza di navigazione. Se continui ad utilizzare il sito ne assumiamo che tu sia concorde. Accetta Maggiori Informazioni