lunedì, 27 Settembre, 2021
Economia

Consumi Natalizi. Confesercenti: dati in peggioramento. Riforme e e aiuti per salvare le imprese

Previsioni a tinte fosche per il piccolo commercio. A ribadirlo con analisi e valutazioni è la Confesercenti che in base all’ultimo rilievo osserva che c’è uno, “scenario destinato a peggiorare, senza interventi correttivi rischio desertificazione città”. Le difficoltà sono evidenti e molti esercenti dopo aver cercato di fronteggiare la crisi oggi sono in ginocchio.

“I negozi tradizionali soccombono alla crisi pandemica”, fa presente la Confesercenti, “il debole recupero delle vendite che si era visto durante i mesi estivi è andato in fumo con la seconda ondata del virus ed il ritorno alle misure di contenimento. E dopo il calo del -1,8% delle vendite già subito a settembre, anche ad ottobre i negozi registrano una performance negativa, con un arretramento del -3,2%. Tra i più colpiti il comparto dell’abbigliamento e delle calzature, che si avvia a perdere nell’anno un terzo delle vendite”.

Le valutazioni dell’Ufficio economico della Confesercenti mostrano come per le piccole e medie imprese ci sono settori che hanno ancora una possibilità di crescita, è il caso del balzo in avanti del commercio elettronico: +54.6% che supera l’incremento di maggio e giugno e stabilisce il record di crescita; mentre resiste la Grande distribuzione non alimentare che comunque fa registrare un +1.4%. Per tutte le altre attività le difficoltà rischiano di diventare catastrofiche. Per evitare di mandare sul lastrico migliaia di famiglie la Confederazione rilancia alcune proposte come il riequilibrio della concorrenza on line e una riforma del fisco e del costo del lavoro.

“Uno scenario allarmante e destinato purtroppo a peggiorare ulteriormente, viste le restrizioni di attività previste per Natale”, prevede la Confesercenti, “Senza interventi correttivi, a partire da quello per riequilibrare la concorrenza tra online e retail fisici, ma anche per istituire una fiscalità di vantaggio per le imprese più colpite, si rischia la desertificazione delle città, con migliaia di attività che chiuderanno per sempre i battenti”.

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