sabato, 7 Dicembre, 2019
Europa

Conoscere l’Europa

Si parla spesso di fondi europei ma quasi sempre le pubbliche amministrazioni, così come gli imprenditori, non sono a conoscenza delle nuove procedure e delle tempistiche e formalità per accedervi.

Bisogna innanzitutto chiarire che i Fondi SIE (fondi strutturali e di investimento europei) finanziano le politiche di coesione per il ciclo 2014/2020 con 5 di diverse tipologie di interventi:

  1. il FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) che fornisce sostegno allo sviluppo e all’adattamento strutturale delle economie regionali, al potenziamento delle competitività ed a quello dei cambiamenti economici;
  2. il FSE (Fondo sociale europeo) per contribuire alla flessibilità delle aziende e favorire l’accesso all’occupazione e all’inclusione sociale delle persone svantaggiate;
  3. Fondo di coesione per sostenere esclusivamente le Nazioni meno sviluppate;
  4. Fondo europeo di sviluppo agricolo e rurale;
  5. Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

Lo Stato e le Regioni italiane definiscono una serie di procedure su come cofinanziare e poi spendere questi fondi, coerentemente alle priorità impartite dalla UE.

Gli obiettivi tematici finanziati con fondi SIE per il 2014/2020 sono principalmente:

il rafforzamento della ricerca, la promozione del trasporto e dell’occupazione sostenibile, il miglioramento della competitività delle imprese medio-piccole, la prevenzione del cambiamento climatico e il miglioramento della pubblica amministrazione ed altro.

La gestione di questi fondi è demandata per lo più alle regioni, ma non tutte hanno una cultura amministrativa e sono strutturate al meglio per gestirli, per mancanza di preparazione del personale e, spessissimo, anche di risorse, in quanto i fondi europei non coprono l’intero budget richiesto per i progetti che bisogna cofinanziare.

Tutto ciò crea delle difficoltà che alcune regioni non riescono a superare ed i problemi conseguenti sono la perdita delle risorse che vanno restituite alla UE.

Ad esempio, l’Abruzzo dovrà ad oggi già restituire 29 milioni di Euro non spesi, relativi ai fondi di sviluppo agricolo e sui 479 milioni di fondi di sua competenza, solo 100 milioni risultano essere stati utilizzati.

Si potrebbe ovviare a queste problematiche se si riaccentrassero allo Stato alcune delle competenze regionali per far sì di avere una task force competente che potrebbe soccorrere quante delle regioni fossero meno capaci.

Anche su questo apriremo un dibattito al fine di contribuire sempre più alla presentazione di proposte per soluzioni che siano di vantaggio per tutta la nostra bella Italia.

Related posts

Immigrazione: si cambia. Ma…

Giuseppe Mazzei

Dallo scontro alla distensione

Antonio Falconio

Sviluppo alternativo e il passaggio obbligato dall’economia lineare all’economia circolare 

Pietro Lauri

Lascia un commento

Questo sito web utilizza i cookies per migliorare l'esperienza di navigazione. Se continui ad utilizzare il sito ne assumiamo che tu sia concorde. Accetta Maggiori Informazioni