mercoledì, 2 Dicembre, 2020
Politica

Ambiente ed economia. Scriviamo il grande patto per il futuro. Dalla agricoltura la lezione italiana di essere primi per la qualità, la sicurezza dei prodotti e far crescere il Pil. Lavoriamo con impegno e coraggio al progetto: “dal Bianco a Verde”, per far crescere una Italia migliore e pulita con occasioni di benessere per tutti

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Il rispetto della natura e del creato, le ragioni dell’economia e dello sviluppo. È questo il tema che oggi domina la complessità dell’attualità, che entra con forza nel dibattito politico, in quello accademico tra economisti e ambientalisti. Da tempo la Discussione si è schierata su questo argomento sollecitando una forte presa di coscienza sugli impegni concreti da intraprendere.

Dobbiamo coniugare le stringenti necessità di una lotta all’inquinamento punendo chi si macchia di questi reati, nel contempo valorizzare tutto ciò che l’economia e lo sviluppo possano dare per migliorare il benessere delle persone, delle famiglie e di tutto ciò che ci circonda. Si tratta di avere posizioni chiare, e convergenti su aspetti che sono temi diventati universali, non solo per l’Italia, ma per l’interno pianeta. Servirà impegno, determinazione e ai politici molto coraggio, per portare avanti riforme che siano sotto il segno dell’ambiente e dello sviluppo. In Italia molte cose positive sono state fatte. In agricoltura ad esempio abbiamo un primato europeo, quello delle coltivazioni e imprese bio.

Cito i numeri per meglio far comprendere come sia possibile una crescita con qualità ambientale e redditività imprenditoriale. Nel Paese il settore produttivo più strategico per tutta la popolazione, è l’agricoltura offre oggi a livello nazionale e internazionale, 305 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario; 415 vini Doc/Docg; 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola. L’Italia, come racconta con orgoglio la Coldiretti ha la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole bio, e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici. Quindi è possibile fare bene, dare soddisfazioni economiche alle imprese e ai cittadini consumatori che ne beneficiano. Nel contempo avere dal lavoro nei campi un aiuto vero e determinante al Prodotto interno lordo nazionale. La nostra agricoltura vale 31.8 miliardi l’anno e superiamo paesi Europei più ricchi di noi. È un esempio come la crescita non pregiudica l’ambiente.

La tre giorni di Saint Vincent promossi dalla Fondazione Dc ha rilanciato i valori della enciclica papale del “Laudato SI”, traducendoli in un patto tra scienza e fede. Dal dibattito con numerosi illustri personaggi della politica, economia, cultura, è sorta l’idea di un progetto politico dal titolo che sintetizza l’incontro della politica centrista Dc e quella ambientalista moderata, ossia: “dal Bianco al Verde”. I tempi sono maturi per far incontrare l’ambientalismo moderato e dialogante, con quella politica che ha a cuore lo sviluppo, le nuove tecnologie, una visione moderna del futuro.

D’altronde sappiamo come i luoghi belli dal punto di vista paesaggistico, naturale, con un ambiente curato e ordinato, creano più ricchezza per turismo, commercio, edilizia, servizi alla persona, attengono visitatori e consumi. Possiamo con fede e speranza portare in concreto il messaggio della enciclica di Papa Francesco, renderla protagonista di una stagione di impegno vivo di tutela e produttivo. Dobbiamo rafforzare i progetti contro l’inquinamento ambientale, il cambiamento climatico, l’alterazione dell’ecosistema, lo dobbiamo fare con la determinazione del dialogo e l’impegno di scelte innovative. Dobbiamo costruire quella “coscienza ambientale” come già fanno milioni di agricoltori e di imprese che sanno portare sulle tavole di tutti noi prodotti buoni e sicuri. A vantaggio e per il bene di tutti.

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