lunedì, 30 Novembre, 2020
Attualità

Siamo al “GLOBAL THINKING”. Pensiero unico globale, su tutto

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Vogliono far perdere definitivamente il senso di orientamento e di critica oggettiva sui fatti del mondo. È vero che giornalisticamente e televisivamente si lascia ancora spazio alle opposizioni e a pensieri “altri”, ma, il pensiero che si vuole affermare è UNO e UNO SOLO. Ogni altro pensato e ogni altra riflessione è accettata solo allo scopo di rafforzare ciò che deve prevalere e dominare.

Mi torna in mente il dibattito e l’acerrima lotta che si sviluppò nella scuola pubblica quando si doveva introdurre, per rafforzare la cosiddetta libertà di insegnamento, la scelta dei libri di testo da parte dei docenti. È stato un momento nel quale non tutti hanno perfettamente compreso la gravità di questa innovazione senza una reale e vera tutela della pluralità delle opinioni e delle visioni culturali. Le scuole si riempirono di libri di storia, letteratura, arte, biologia, eccetera, con un unico obiettivo: quello di imporre il percorso di come l’Italia si era costruita e di come tutti dovevano avere gli stessi pre-giudizi. Da quel punto di non ritorno in poi i nostri giovani, e non solo, hanno avuto una sola proposta culturale e una sola visione storica del mondo -il pensiero unico- e su quella si sono formati. Si è salvato solo chi è riuscito a scavare oltre quei testi scolastici e a leggere anche altro, facendosi una sua idea “delle cose”.

Oggi siamo allo stesso punto di non ritorno. La gestione del covid ha ridato vita a quello stesso pensiero che vuole inibire ogni alternativa e togliere ogni capacità di analisi e di critica dei fatti: le cose sono quelle e basta. C’è chi decide e chi deve soccombere, e decide anche su come si deve vivere nelle case.

Siamo alla follia democratica più pericolosa e web gestita della storia. Chi ha ancora il senso della libertà deve assolutamente fare qualcosa. Non fermeremo il virus dell’arroganza e della faziosità soltanto scrivendo sulle colonne dei giornali (come “la Discussione” che ospita anche pensieri “diversi”) o andando ad ospitate televisive. Occorre che nasca un movimento culturale in grado di oggettivizzare i fatti e contrastare la deriva.

Se volete dare una risposta sul chi  e perché si vuole imporre un pensiero unico fermatevi e fatevi alcune domande, anzi, “le domande”. Quelle che una certa élite non si fa più perché è totalmente sottomessa alla webglobalizzazione del pensiero e alla webglobalizzazione del potere. E vogliamo anche credere, anzi siamo certi, che lo stia facendo in ingenuità e incosapevolezza.

Se contestate questo articolo, vuol dire che qualche speranza c’è ancora, grazie a la Discussione.

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