domenica, 25 Ottobre, 2020
Politica

Il dopo Saint Vincent. Fondazione Dc e ambientalisti, le scelte condivise nel segno delle encicliche di Papa Francesco: “Laudato Si’” e “Fratelli Tutti”

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Nasce una politica moderata cattolica ed ecologista per tutelare natura e sviluppo. Per abbattere disuguaglianze e creare una Italia più giusta e pulita.

Le basi sono state sistemate, e sono basi solide. Da Saint Vincent sono nate idee e proposte presentate dalla Fondazione Dc e confermate da un ampio dibattito politico, sociale e culturale. Prima tra tutte quella di una vocazione nuova della politica, che era già nelle corde del tema iniziale: “Laudato sì: la politica cristiana dal bianco al verde”. Nelle tavole rotonde è stata riaffermata da tutti i relatori quella piena adesione alle encicliche di Papa Francesco “Laudato SÌ” e “Fratelli tutti”. Il dibattito è andato oltre le aspettative perché è stata data voce a quel patrimonio di riflessioni e richieste di molti cittadini, a quel sentimento, oggi una necessità impellente di garantire una svolta nell’affrontare i grandi problemi che abbiamo davanti. La politica può farlo se imbocca la strada delle riforme coraggiose, prima tra tutte quella di un cambio di passo nel rapporto tra economia, sviluppo e risorse naturali. Serve un grande impegno per affrontare temi così universali e oggi impellenti: serve, come abbiamo già sollecitato come giornale, l’incontro tra due solide culture della tradizione italiana, quella Cattolica con la sua dottrina e il suo impegno sociale ad iniziare dalla lotta alle disuguaglianze e quella cultura ambientale densa di innovazioni che è oggi nel sentimento di molti giovani, dei cristiani, di quanti credono in un ecologismo moderato e consapevole nel dover coniugare sviluppo e rispetto della sostenibilità delle risorse naturali. In questi contesti hanno indicato rotte importati molti convegnisti che hanno ragionato su un futuro da costruire assieme. Il tema “dal Bianco al Verde”, non è solo uno slogan ma un impegno vero che ha trovato politici, economisti, intellettuali pronti a raccogliere la sfida a lavorarci e crederci. Un percorso che come è emerso da Saint Vincent coinvolge strati sociali diversi, per questo abbiano voluto rendere visibile e condividere i dibattiti, le proposte, le scelte. I media hanno raccontato ognuno a suo modo la tre giorni di Saint Vincent, con partecipazione, con un approfondimento politico, in poche righe o resoconti dettagliati.

Anche “striscia la notizia” ha voluto rendere “omaggio” al nostro dibattito con un servizio spiritoso su “Politici a Saint Vincent”. Gli amici Ficarra e Picone si sono un po’ divertiti nel raccogliere qualche immagine come le scarpe dalle suola consumate di Ettore Rosato di Italia Viva, o il taglio di capelli di Maristella Gelmini, o la mascherina di Lorenzo Cesa, oppure la mimica del volto di Alfonso Pecoraro Scanio. Insomma un po’ di verve e comicità possono esserci utili, un grande progetto che ha bisogno per essere compreso di ogni forma di cultura e sollecitazione, anche quella popolare e ludica. Possiamo infine trarre alcune conclusioni. La prima nota positiva all’impegno della Fondazione Dc nel promuovere occasioni di confronto che sappiano dare una visione nuova alla politica che ridia fiducia ad una Italia che vede troppi cittadini disorientati, incerti nel definire il proprio presente e il proprio futuro. Va riconosciuto lo sforzo di tanti leader politici ad esserci o inviarci la loro testimonianza di idee, affetto e vicinanza. Poi il pubblico che ha voluto seguire il dibattito via streaming o attraverso La Discussione. Infine un grazie ai tanti cattolici e a quanti hanno letto nelle encicliche di Papa Francesco quella forza e quella luce che rischiara un cammino impervio. Cattolici e ambientalisti possono ora iniziare un percorso comune e realizzare quel ponte di idee, di impegno coraggioso che dia alla politica una ragione in più per essere nei cuori e scelte dei cittadini e a questi ultimi di sperare in un futuro più giusto, pulito e bello per tutti.

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