martedì, 20 Ottobre, 2020
Salute

La ricerca. Tumori, meno casi e più guarigioni. Sileri: nuovi farmaci e stili di vita migliorano le diagnosi. Ora serve più impegno

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Meno casi e la vita che si allunga. Sono questi i due aspetti positivi che fanno sperare che la lotta contro i tumori ha più possibilità di vittoria. Certo una vittoria che ha un caro prezzo: esami di routine, controlli medici, timori e apprensioni dei pazienti e come detto in alcuni casi di ex pazienti che riescono a vincere la malattia. I dati emergono dal volume “I numeri del cancro in Italia 2019”, il censimento ufficiale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica-Aiom dell’Associazione Italiana Registri Tumori-Airtum, di Fondazione Aiom e di Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), PASSI d’Argento e della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (Siapec-Iap) giunto alla nona edizione e presentato a Roma nell’Auditorium del Ministero della Salute in un convegno nazionale. La buona notizie e che i nuovi casi di tumore in Italia tendono a diminuire, tranne per le donne fumatrici. Nel 2019 sono stimate 371mila diagnosi (196 mila uomini e 175 mila donne), erano 373mila nel 2018: 2000 in meno in 12 mesi.

I cinque tumori più frequenti sono quello della mammella, (53.500 casi nel 2019), colon-retto (49000), polmone (42.500), prostata (37.000) e vescica (29.700). In calo, in particolare, le neoplasie del colon retto, dello stomaco, del fegato e della prostata e, solo negli uomini i carcinomi del polmone, che continuano, invece, ad aumentare fra le donne (+2,2% annuo), per la preoccupante diffusione dell’abitudine al fumo di sigaretta fra le italiane.

In crescita anche il tumore della mammella e, in entrambi i generi, quelli del pancreas, della tiroide e i melanomi (soprattutto al Sud).

Alla presentazione ha partecipato il Viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri che ha osservato come l’aumento delle diagnosi favorevoli, che la ricerca e l’uso di nuovi farmaci stanno creando uno scenario nuovo. Al contrario alcuni stili vita come il fumo e in particolare l’aumento delle fumatrici creano nuovi problemi e diagnosi sfavorevoli.

“I risultati che abbiamo visto sono legati a corretti stili di vita ma anche all’utilizzo di farmaci che in passato non c’erano”, ha spiegato Sileri, “Su questo fronte non possiamo rimanere indietro”.

Incidenza a livello regionale

L’incidenza più alta si registra in Friuli Venezia Giulia (716 casi per 100 mila abitanti), la più bassa in Calabria (559 casi per 100 mila abitanti).

Quanti italiani vivono dopo una diagnosi di tumore

Quasi 3 milioni e mezzo di italiani (3.460.025, il 5,3% dell’intera popolazione) vivono dopo la diagnosi di cancro, cifra in costante crescita (erano 2 milioni e 244 mila nel 2006, 2 milioni e 587mila nel 2010, circa 3 milioni nel 2015), grazie ad armi sempre più efficaci e alla maggiore adesione ai programmi di screening.

“Sopravvivenza in aumento: il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi”, si fa presente nella nota di presentazione dei dati, “Almeno un paziente su quattro, pari a quasi un milione di persone, è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito.

Per approfondire è possibile consultare I numeri del cancro in Italia 2019  e le schede Aiom – Airtum.

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