giovedì, 22 Ottobre, 2020
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Millennials: come stanno cambiando il mondo degli investimenti e degli investitori

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Perché investire nei Millennials è diventato sempre più importante, tanto che i più grandi gestori mondiali hanno dedicato specifiche soluzioni d’investimento a chi vuole investire in questa generazione e nei suoi consumi? Come i Millennials cambieranno le abitudini di risparmio e investimento?

Mentre spesso si rimane ancorati a vecchi paradigmi, il nuovo avanza ed è già realtà concreta. Il mercato sale? Scende? Il mercato fa il suo lavoro, con le oscillazioni che lo caratterizzano e che se ci si pone in un’ottica d’investitori qualificati possono trasformarsi in delle opportunità. Ma, prima di tutto, il mercato cambia, sta cambiando.  Per nuovo non si intende certo l’accezione giovanilistica del “ tutto ciò che c’era prima è vecchio e sbagliato”, tutt’altro. Un paradigma che non includa la storia fondante, l’esperienza, la saggezza ed il knohw how costruito negli anni non è nuovo, ma “nuovismo” e poco interessa a chi guarda le cose in profondità.

Il titolo di un interessante programma, “ La storia siamo noi”, è emblematico di questo concetto, noto anche alla psicanalisi: senza radici non è possibile evolvere, differenziarsi.

 In che modo i Millennials agiranno nel mondo della finanza e come lo cambieranno? Anche se quale sarà l’effetto Millennials nella finanza è ancora tutto da scoprire, già oggi possiamo osservare i comportamenti dei giovani nati tra i primi anni Ottanta e i primi anni Duemila e abbozzare delle previsioni per il futuro. Le loro preferenze per i servizi di investimento, infatti, potrebbero essere molto diverse rispetto alle generazioni precedenti. La tecnologia e l’impegno sociale saranno il fulcro dei nuovi servizi. 

Ma, soprattutto, la generazione dei Millennial (Generazione Y) è cresciuta nel mezzo di una rivoluzione tecnologica e ciò ha determinato un cambiamento nello stile di vita e abitudini di spesa rispetto alle generazioni precedenti. Questa evoluzione potrebbe creare diverse opportunità di investimento per gli investitori che decidano di non sottovalutare la portata di questo cambiamento.

In cosa investono principalmente i gestori che si occupano di soluzioni d’investimento chiamate “millennials”? In società la cui crescita futura abbia un’elevata esposizione alla spesa crescente dei Millennials a livello globale, con particolare attenzione ai “tecnologici” fulcro di questa generazione e dei trend di spesa globali.
Parliamo quindi di società che sviluppano prodotti o servizi allineati con le preferenze di consumo di questa generazione.

Ovvero la generazione Y, che rappresenta circa un terzo della popolazione globale e il 50% della forza lavoro del mondo, e che è detta anche la generazione “tecnologica” perché nativa digitale. Questa generazione con le sue decisioni di spesa e di investimento, diverse da quelle delle precedenti generazioni, provocherà la scomparsa di alcuni modelli di business consolidati e la nascita di nuovi modelli.

Oggi quando si pensa ai Millennials e ai settori che potrebbero beneficiare delle loro abitudini di spesa viene naturale pensare ai social media, all’e-commerce o alla sharing economy. E guardando più avanti nel futuro? La biotecnologia e  la nanotecnologia, sono due dei settori che potrebbero beneficiare di questo trend gerenazionale. La nanotecnologia è la manipolazione della materia in una scala misurata in nanometri, ossia in miliardesimi di metro. La manipolazione a livello molecolare permette di progettare una categoria di supermateriali con proprietà che uniscono le caratteristiche di diversi materiali in uno solo, ma più leggeri, più solidi, riciclabili e più “intelligenti”: alcune vernici per veicoli, ad esempio, sono già dotate di una proprietà autoriparante, che consente di riparare piccoli graffi semplicemente lasciando il veicolo al sole. Il grafene è uno dei materiali più innovativi da questo punto di vista. Leggero e flessibile, ma fino a 200 volte più resistente dell’acciaio e conduttore di elettricità e calore, il grafene potrebbe trovare utilizzo nel settore dell’energia o nello sviluppo di soluzioni biomediche “intelligenti; potenzialmente, infatti, è in grado di caricare uno smartphone in pochi secondi e un veicolo elettrico in alcuni minuti”. Secondo gli sviluppatori dell’Università di Manchester, il grafene potrebbe avere “un impatto paragonabile a quello della Rivoluzione Industriale”.

Anche gli studi sul genoma sono potenziali beneficiari di questi nuovi stimoli. Da tempo gli scienziati hanno decodificato il genoma umano e, partendo da cellule animali, puntano ora a sintetizzare molecole sconosciute in natura che potrebbero essere utilizzate per sviluppare nuovi trattamenti nel campo della biologia impensabili in passato. Gli scienziati sono riusciti a creare, ad esempio, una variante di un farmaco contro il cancro che conserva la sua efficacia come oncosoppressore ma elimina i suoi effetti collaterali tossici, potenzialmente letali.

Nell’Italia che invecchia i Millennials sono una minoranza rispetto ad adulti e anziani. Ma negli Usa rappresentano una fetta importante della demografia del Paese. Tant’è che il mondo della finanza si sta interrogando su quali saranno le loro abitudini di investimento. Secondo il Census Bureau americano, negli States ci sono 83 milioni di persone nate tra il 1982 e il 2000, più di un quarto della popolazione del Paese, una fetta persino più grande della generazione dei baby boomer. Che, in base ai dati di Wealthfront, servizio di investimenti automatizzato, entro il 2019 controllerà ben sette trilioni di dollari di attività liquide.
La grossa novità, inoltre, saranno i servizi personalizzati. La customization è una delle principali attitudini per attrarre i Millennials, i quali fanno molti acquisti online e le loro preferenze possono essere tracciate. I giovani questo lo sanno e si aspettano dei servizi ad hoc. La definizione di lusso per i Millennials sta diventando sinonimo di personalizzato anziché semplicemente costoso. Secondo il BlackRock Global Investor Pulse, il 48% del Millennials ha espresso la necessità di servizi su misura.

E se finora la pensione ha rappresentato uno dei pilastri dell’industria degli investimenti, per una generazione in cui l’età pensionabile si allunga diventa più importante la gestione della ricchezza nel corso della vita stessa e non per un futuro post lavorativo. Poiché si lavorerà più a lungo, i fondi pensione dovranno trovare infatti modi più creativi di coinvolgere i beneficiari.

Il futuro è micro. I millennials sono una generazione che dimostra scarsa propensione al risparmio e all’investimento ed elevata dimestichezza con la gestione digitale del proprio denaro. Due caratteristiche che, sommate, tratteggiano nuovi comportamenti finanziari.

Secondo una ricerca di GOBankingRates, il 69% dei millennials americani ha meno di mille dollari di risparmi sul proprio conto. E il 34% non ne ha neppure uno. La giovane età e, in alcuni casi, le difficoltà economiche e professionali sono una spiegazione. Ma non la sola: i millennials sembrano essere molto focalizzati sul presente e meno attenti a un approccio finanziario di medio-lungo periodo.

I millennials vivono ormai in simbiosi con la tecnologia. Secondo Deloitte il 90% degli utenti guarda lo smartphone entro 15 minuti dal risveglio. Se questa è la base, l’utilizzo sempre più frequente di servizi finanziari digitali è una delle naturali conseguenze. App e piattaforme si stanno imponendo non solo nell’home banking e negli smart payment ma anche nei micro-risparmi e nei micro-investimenti. L’idea di fondo è comune: prelevare, con una cadenza fissa (quotidiana, settimanale o mensile), piccole somme di denaro dal proprio conto corrente per creare un piccolo salvadanaio. Viste le cifre (da pochi centesimi a qualche euro al giorno), l’operazione ha un impatto (sia concreto che psicologico) limitato. Ma, allo stesso tempo, consente di mettere da parte qualcosa per gli anni a venire. Per farne cosa?

Ecco alcuni punti chiave che caratterizzano il rapporto dei millennials con la finanza:

  1. Il “lungo termine”. Investire significa mettere il tempo dalla propria parte, farselo alleato, ed investire nel mercato azionario in particolar modo. Le azioni quotate a Wall Street hanno rendimenti decisamente migliori, nel lungo termine, di obbligazioni e valute. Dal 1926 ad oggi le azioni delle grandi compagnie quotate sul listino americano hanno dato rendimenti  annuali del 10%, contro il 5,6% dei Bond e il 3,4% del contante,
  2. Per i mercati la liquidità è fondamentale e ne hanno bisogno di continuo: per adesso ci pensano le politiche accomodanti delle banche centrali (FED e BCE),  ma quando i 75 milioni di Millennials inizieranno a investire, questi ultimi avranno come vantaggio lo sfruttamento del potenziale dei guadagni sul lungo termine e i mercati il vantaggio di nuova liquidità sui mercati.
  3. L’enorme quantità d’informazioni. Sono un vantaggio ed uno svantaggio al tempo stesso per questa generazione. Da una parte, è possibile conoscere approfonditamente le caratteristiche di molte società quotate e di molti asset presenti sui mercati; dall’altra, come sosteneva Lucio Anneo Seneca circa 2000 anni fa, “ Non esiste vento favorevole per il viandante che non sa dove andare”.

Il vecchio, il nuovo, il cambiamento. O semplicemente la società che evolve sotto la lente d’ingrandimento del mondo degli investimenti che, come abbiamo visto, spesso anticipa i cambiamenti e li “sconta” sui mercati finanziari ancor prima che essi avvengano.

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