giovedì, 22 Ottobre, 2020
Società

Aspettando Saint Vincent: “La cura del creato è amore della legalità”

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Se “Laudare” è il respiro dell’anima che anela all’Infinito, l’inno di gratitudine che scaturisce da quella cassaforte dell’io che racchiude le più segrete espressioni di bellezza, mai come oggi occorre ritornare a rispolverare quella terminologia che il “poverello d’Assisi” il  “giullare di Dio”, usò alla fine del 1200 per esprimere quel “Cantico” che sa di colonna sonora di una preghiera che avvolte il cuore del destinatario e travolge il silenzio di chi non vuol sentire. Laudare per esprimere senso di ammirazione, preghiera che si fa contemplazione e profuma di bellezza ogni lode che si accartoccia nelle pieghe del Creato, oggi più che mai da tutelare, blindare e salvaguardare. Proviamo a immergerci in una “Laude” che porta alla sintesi dell’amore verso la cultura della legalità”. Il salmista loda così “Se guardo il Tuo cielo opera delle tue dita, la luna e le stelle che Tu hai fissate, cos’è l’uomo perché te ne curi e il figlio dell’uomo perché te ne prendi curi? Eppure l’hai fatto poco meno degli Angeli…” Si schiude così, come Alba che saluta il tramonto, lo scenario di una creazione che porta in sé le tracce del Creatore che solo ed esclusivamente per amore, ridona vita al Creato tanto da farne un Capolavoro di bellezza. “Laudato Si”, dirà Francesco col cuore in gola contemplando mari, monti, fiumi, laghi, distese di prati, sfumature di tramonti e colori tenui dell’alba. “Laudato Si” espressione di chi ama la “Legalità del fare, quella che si contrappone a quella parolaia che non convince neanche chi la proclama. Canto e impegno, lode e azione, inni di gioia e ricerca di un amore che va oltre la logica degli interessi e della distruzione del creato per un tornaconto che abbrutisce ogni cosa che porta in sé le tracce dell’Infinito: Chi vive la legalità della gratitudine e della bellezza che porta dentro sempre col salmista eleva la lode “Dall’Aurora di cerco, di te ha sete l’anima mia”. Sete di giustizia e di verità, come il Sole di Giustizia che si fa presente mentre la sentinella annuncia “Poche ore all’Alba”. Alba che sa di gratitudine e di riconoscenza del dono del creatore (il mondo) che non va mai e per nessun motivo assassinato da un finto e diabolico progresso che azzera e danneggia quanto di più bello sta sulla faccia della terra. Laudato Si, per tutti coloro che in semplicità di cuore amano, tutelano, rispettano e salvaguardano il pianeta che è Vangelo aperto di un artista che ha fatto tutto alla perfezione e ogni volta che portava a termine un’opera, qualcuno appuntava “E vide che era buono”. Legalità Si, se fa capo al rispetto del Creato, eterna lode che ci offre una “Casa Comune” per dirla con Papa Francesco. In questo mondo, fatto a dimensione umano col cuore e le pennellate della Bellezza, siamo chiamati a vivere la vera legalità secondo lo spirito di Don Tonino Bello “essere angeli con un’ala soltanto, poter volare solo se si rimane abbracciati con fratello più sfortunato”. Laudato Si, amico che tuteli la “Casa Comune”. Laudato Si tu che al tornaconto bancario preferisci la bellezza del verde dei campi e la limpida acqua del ruscello vicino casa tua. Laudato si tu che hai pagato con la vita un impegno di riscatto e sapevi di dover morire tanto da dire al tuo amico (Paolo Borsellino lo ricordò a Giovanni Falcone) “convinciamoci che siamo dei cadaveri che camminiamo”. Laudato SI tu, giovani del ventesimo secolo che ami la natura, non sporchi solo per il gusto di essere visto e definito “Bullo da strapazzo”, ma rendi bella la strada che percorri per invitare l’altro a essere amici di viaggio sul sentiero di una lode senza fine. Non è progresso e neanche emancipazione danneggiare il creato per un finto benessere che crea la “terra dei fuochi” mentre anche i bambini giocano sulla tomba di rifiuti tossici. Tutto ciò grida “Vendetta” verso il Creatore e inchioda le responsabilità delle creature spesso accecate dall’egoismo dell’Io al centro di tutto. Laudato Si, tu uomo e donna di oggi che ancora riesci a commuoverti dinnanzi l’abbraccio del nuovo giorno e il saluto di una sera che all’imbrunire vede spuntare, luminosa più che mai, la stella polare. Chi si ferma più a osservare ciò e sapersi parte viva di una nuova pagina di creato dove tutto appartiene a tutti? Forse pochi, alcuni, qualcuno. Laudati Si, amico che leggi e credi ancora che non è tutto finito. Solo l’Amore ha diritto di parola e solo chi ama la quotidianità della gratuità sa ancora cantare il “Laudato Si” con lo sguardo rivolto a quanti hanno amato fino a dare il dono di sé senza mai salire su un palco di congressi ma semplicemente avendo camminato accanto ai cantori della bellezza che del creato sanno tutto poiché ne custodiscono la mappa della vera pace. Pace con sé stessi, col creato, col mondo intero, con chi solo cerca ancora chi possa cantargli, nelle notti buie del non senso “Laudato Si mi Signore per fratello sole sorella luna” abbracciandoci alla madre terra per essere insieme “Un cuor solo e un’anima sola”.

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