mercoledì, 28 Ottobre, 2020
Giornate europee del patrimonio
Cultura

Giornate Europee del Patrimonio, lo slogan di quest’anno è “Imparare per la vita”

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Il patrimonio culturale di un Paese rappresenta la sua anima, ciò che lo differenzia eppure mette in relazione agli altri. È attraverso la conoscenza dei propri beni materiali e immateriali che possiamo comprendere chi siamo e trasmetterlo alle generazioni future. Un passaggio fondamentale per mescolarci alle altre culture e costruire, un tassello alla volta, l’identità europea.

Il patrimonio culturale è qualcosa che va celebrato. Proprio per questo già nel 1985, il Consiglio d’Europa e la Commissione europea hanno proposto di istituire le Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days), diventate nel 1999 un’azione comune in collaborazione con l’Unione europea, promosse dal Programma Europa creativa. Quest’anno si celebrano sabato 26 e domenica 27 settembre.

Alla base di questa iniziativa c’è l’intento di sensibilizzare le persone alla ricchezza e alla diversità culturali dell’Europa. Un modo per stimolare l’interesse per il patrimonio europeo e tentare di combattere fenomeni riprovevoli che, a causa di abitudini sbagliate e pregiudizi, sempre più spesso occupano le prime pagine. 

La cultura e il confronto rappresentano lo strumento cardine per sconfiggere razzismo, xenofobia e promuovere tolleranza e rispetto. 

L’iniziativa, pertanto, è una sfida sociale, politica ed economica a cui sono chiamati non solo i cittadini, ma soprattutto le autorità, i politici, gli Stati membri e la stessa Europa. 

Le Giornate Europee del Patrimonio coinvolgono, infatti, i 50 Paesi aderenti alla Convenzione culturale europea e ogni anno vengono organizzate in stretta collaborazione con i coordinatori nazionali. 

In ogni Paese viene attivata una rete composta di autorità regionali e locali, gruppi privati e civici e migliaia di volontari per organizzare gli eventi che si muovono intorno a un tema comune. È lasciato comunque ampio spazio ai singoli Paesi di prevedere variazioni, nel rispetto di usi e tradizioni locali.

Il tema dell’edizione 2020 “la Cultura e l’Educazione” e lo slogan scelto dal MiBACT “Imparare per la vita”, collegandosi a quello proposto dal Consiglio d’Europa “Heritage and Education – Learning for Life”, sono pensati per ricordare il valore dell’esperienza culturale e della trasmissione delle conoscenze nella moderna società.

Le GEP “celebrano il ruolo svolto dall’istruzione nel far conoscere il patrimonio culturale, – si legge in una nota emessa congiuntamente da Strasburgo e Bruxelles – e il ruolo del patrimonio culturale nell’istruzione. Una ricca risorsa di apprendimento, il patrimonio educativo ci spalanca le porte per scoprire il nostro passato europeo comune e le nostre numerose tradizioni che oggi diamo per scontate. Dall’importante ruolo svolto dal latino nel Medioevo per gli studiosi di tutta Europa, al suo impiego attuale nel diritto, la scienza e la tecnologia, ci sono molteplici legami educativi che continuiamo a condividere attraverso i nostri confini europei”.

L’idea, quindi, è quella di far comprendere quanto alcuni insegnamenti, spesso giudicati vetusti, siano ancora attuali. Fino, poi, a metterci davanti alle profonde trasformazioni che il mondo ha subito e che il settore culturale deve abbracciare, come l’arrivo della “cultura digitale”. Una cultura capace di influenzare tanti aspetti della nostra vita, e il lockdown ce ne ha dato prova.  

In quest’ottica, i luoghi di cultura svolgono un ruolo centrale poiché rappresentano “il veicolo di conoscenza del passato, di riflessione sull’attualità, di ispirazione per il futuro.”

Fitto il programma degli incontri, continuamente aggiornato sul sito del MiBACT. Infatti, oltre alle due giornate canoniche, gli eventi continueranno per tutto il mese di ottobre.

Come da tradizione tanti gli organismi che aderiscono all’iniziativa: musei, gallerie, aree e parchi archeologici, complessi monumentali, biblioteche, archivi. 

Come è normale che sia, l’emergenza da Covid-19 ha influenzato la celebrazione delle GEP e l’organizzazione degli appuntamenti. Ma nel rispetto della normativa vigente in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, a ciascun istituto è stata lasciata piena libertà di adottare le misure ritenute più opportune per la fruizione, al fine di garantire la tutela della salute di personale e visitatori. 

È stata, pertanto, anche l’occasione per aprire i luoghi di cultura in modi alternativi, sfruttando a proprio vantaggio la tecnologia e i suoi strumenti digitali: tanti sono gli operatori culturali che hanno optato per l’online, creando una realtà parallela in digitale con video, gallerie fotografiche, tour virtuali, podcast, blog, webinar.

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